Appello all’Onu, il colera di Haiti fa 800 morti

Sono ormai 724 i morti per l’epidemia di colera ad Haiti, il Paese già devastato dal sisma del 12 gennaio. Lo hanno dichiarato ieri le Nazioni Unite a Ginevra chiedendo ai donatori internazionali un aiuto di 163 milioni di dollari per fermare il contagio. Intanto appare sempre più difficile la situazione a Port-au-Prince, la capitale haitiana che inizialmente era stata risparmiata dall’epidemia scoppiata in ottobre. «Tutti gli ospedali della città sono sommersi di pazienti, i casi sono aumentati di sette volte rispetto a tre giorni fa», ha dichiarato un dottore di Medici senza Frontiere (Msf). Nell’ospedale dello slum di Citè Soleil, Msf ha registrato ieri l’arrivo di 216 nuovi casi colera, dieci volte più dell’inizio della settimana. «Se il numero di casi continuerà a crescere allo stesso ritmo, dovremo ricorrere a misure drastiche per curare la gente, come usare spazi pubblici o anche la strada», ha aggiunto il medico. A Ginevra, l’Ufficio Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) ha avvertito del pericolo che focolai di contagio si sviluppino «improvvisamente in diverse parti del Paese», avvertendo che sarà necessario impegnare le risorse per la lotta al colera «almeno per altri sei mesi». Dallo scoppio dell’epidemia il 22 ottobre, 11.125 persone sono state ricoverate. Secondo i piani elaborati dall’Onu fino a 200mila persone potrebbero manifestare i sintomi della malattia.