Inzaghi in ginocchio «Ma tornerò, lo prometto»

La settima vita di Filippo Inzaghi inizia oggi, 19 anni dopo la prima. Ricomincia dal sesto infortunio, forse il più grave di tutti: il ginocchio ha fatto crac, lesione del legamento crociato anteriore e del menisco esterno. Termine tecnico asettico, sentenza che è umor nero: sei mesi di stop, operazione chirurgica, addio stagione. La carriera no, quella non può finire nemmeno a 37 anni perché c’è ancora del lavoro da sbrigare. “Io non mollo. Farò di tutto, credetemi, perché non sia finita. E lo farò anche grazie alla vostra forza e alla vostra energia”. Lo scrive Superpippo ai tifosi rossoneri sul sito del Milan, sulla stessa pagina che una settimana fa lo esaltava per la doppietta al Real in Champions ed il record assoluto di reti nelle coppe europee, 70. È il 34’ della ripresa, mercoledì scorso, e Inzaghi batte Iker Casillas per la seconda volta. È il 34’ della ripresa, l’altra sera, e Inzaghi si scontra col palermitano Bovo. Fine della storia. “La vita e il calcio sono così: un minuto prima giochi e lotti, un minuto dopo ti tieni il ginocchio fra le mani”. Filosofia di un bomber che di capitoli ne ha chiusi e riaperti tanti.