Arbitri, è il primo campionato degli errori seriali

Zamparini, si dirà, è fatto così: ora tuona contro gli arbitri e il sistema, minaccia di vendere tutto e di andarsene ma domani, vedrete, lo troveremo ben saldo al suo posto. Ha ragione il vulcanico presidente del Palermo? O ha torto? Aperto il dibattito. Ma l’interrogativo sugli arbitri in questo campionato parte da un altro presupposto: sbagliano in modo diverso rispetto al passato. Sbagliano, cioè, non solo in un episodio o due, magari eclatante, come capita spesso, ma in un’impressionante serie all’interno della stessa gara. La saga degli errori seriali in questa stagione l’ha inugurata Carmine Russo in Brescia-Roma combinandone di tutti i colori e sempre a danno dei giallorossi, provocando un putiferio e la sua messa a riposo (provvisorio). Alla decima è toccato a Morganti, Lazio-Roma, derby ribattezzato “la sagra degli orrori”. La chicca, in un mare di svarioni che hanno penalizzato soprattutto i biancazzurri: nella stessa azione non visto un fuorigioco di Diaz della Lazio e il successivo affondamento di Mauri a una passo dal gol ad opera di Riise. Infine, l’altro ieri, Milan-Palermo: due rigori negati ai siciliani, mani di Ambrosini sul penalty concesso ai rossoneri. Tre direzioni del genere in undici gare. Tante come non succedeva prima , troppe per essere archiviate nel calderone del “tutti sbagliano“. Una classe arbitrale che, così, non va in paradiso.