Fini insiste, il premier: mi sfiduci

Staccare la spina e dare l’incarico a Tremonti? No, Berlusconi nonvuole dimettersi. Allargarsi al l’Udc? Mai, il Senatùr non vuole («Può andare al mare»). Fli più “morbida”? Macchè, Fini non si piega. La missione diplomatica di Bossi, incaricato di ricucire lo strappo con Futuro e Libertà, non ha sortito l’effetto sperato. Fumata nera dal vertice. Il vertice con Fini è durato infatti un’oretta scarsa e una volta uscito il Senatùr ha commentato: mi ha ripetuto quello che ha detto a Perugia. Leggi: poco margine di trattativa. Nel corso della giornata si sono però intrattenuti altri colloqui che fanno presagire un “Berlusconi bis”, una crisi pilotata. «C’è ancora spazio per la trattativa per non andare a una crisi al buio» ha detto Bossi. Fini: il Cavaliere si dimetta. Dalcanto suo il presidente della Camera ha fatto sapere: «Bossi la fa semplice. Aspetto una risposta formale dal premier a quanto detto a Bastia Umbra». Ovvero: dimissioni o nuova agenda politica. Ieri Bocchino ha specificato che Fli sarà fuori dal governo lunedì e non parteciperà alla fiducia sulla Finanziaria. Il rientro in Italia del premier dal G20 a Seul è previsto per questa notte. Il premier: sono in difficoltà. E proprio ieri al G20, con il collega primo ministro vietnamita per la prima volta ha ammesso di avere problemi: «Nel mio paese in questo momento ho qualche difficoltà» ha confidato. La Russa: così o al voto. Il Pdl ieri pomeriggio si è confrontato per 3 ore dopo il vertice Bossi-Fini, all’uscita il ministro La Russa ha manifestato il pieno appoggio del partito alla linea del primo ministro: questo governo deve proseguire la sua azione o l’unica alternativa sono le elezioni. Il Colle fuori dalla mischia. Napolitano ha chiarito di non voler essere «stritolato nella mischia », rivendicando il suo ruolo «di rappresentante dell’unità nazionale e custode dei valori della Costituzione». Berlusconi al telefono. «Se Fini vuole, mi dovrà sfiduciare in Aula, alla luce del sole e davanti agli italiani» avrebbe detto Berlusconi raggiunto al telefono dai suoi in Corea.