Luca, la morte dopo un mese d’agonia

Luca Massari non ce l’ha fatta. Il suo cuore ha smesso di battere ieri mattina alle 11.40 al Fatebenefratelli. Non si era più svegliato dopo l’ag gre ssio ne subita il 10 ottobre scorso in largo Caccia Dominioni. Negli ultimi giorni la sua tempra, fortissima, sembrava avere dato qualche segno di reazione. Era tornato a respirare autonomamente ed era stato trasferito da rianimazione in neurologia. Ma non era più uscito dal coma profondo in cui era caduto per i colpi ricevuti in quel maledetto pomeriggio, dopo che con la sua auto aveva investito un cane. Colpi terribili e mortali,acui è seguitoun lungo, terribile mese di agonia. Ierimattina unanuovacrisi. E questa volta anche i medici si sono dovuti arrendere senza neppure esaudire il desiderio del padre di vedere donati gli organi di quello sfortunato figlio. «Le complicazioni sistemiche non hanno reso possibile valutare l’espianto degli organi», hanno spiegato i sanitari. Troppe le infezioni diffuse. Quelle che hanno minato il corpo dello sfortunato ragazzo. Il padre Giancarlo, che ieri mattina era in ospedale insiemeal fratello di Luca Massari, si è allontanato poco dopo il decesso con le lacrime agli occhi. «No rabbia, ormai abbiamo perso un figlio, questo è quello che conta, quel che è stato è stato», si è limitato a dire. Ancora più toccanti le poche parole del fratello Marco. «Purtroppo oggi ci ha lasciato una grande anima, mio fratello… ».Poi rivolto agli aggressori: «Non conosco queste persone – ha aggiunto in tono di preghiera – ma a loro dico: non sapete cosa avete fatto, mi dispiace per voi…». Nel pomeriggio l’incontro coni giornalisti di Roberto Assietti, responsabile di neurochirurgia del Fatebenefratelli. «La situazione era già nota per una patologia cranica molto grave fin dal primo giorno…». I trattamenti salvavita tentati nelle ultime ore, ha spiegato il medico, «sono stati inefficaci». Una resa, la loro, che era nei fatti. E nelle cose. Anche se la speranza, quella dei parenti in primo luogo, ma in questo caso un po’ di tutti i milanesi, era che Luca Massari facesse il miracolo, che fosse più forte della tragedia che incombeva sulla sua testa. Era uscito per lavorare, quella domenica pomeriggio. E non torna più a casa…