L’Inter specona riagguantata dal Lecce

I nerazzurri sprecano una decina di palle gol e vengono riagguantati dal Lecce. Sembrava l’ennesima fiera del gol sbagliato, un’altra apoteosi dello spreco. Da subito, con Pandev completamente da solo imbeccato da Biabiany davanti a Rosati, che riesce incredibilmente a centrare in pieno, e nel secondo tempo: con Eto’o, Milito, Stankovic, e via dicendo. Qualche stagione fa i tifosi avversari dagli spalti cantavano ai nerazzurri “non vincete mai”. Ora sarebbe impossibile, ma gli stessi supporter interisti potrebbero cominciare a sbottare con un “non segnate mai”. Se non fosse per Samuel Eto’o, un’ira di Dio in questo inizio di campionato, che stavolta riesce a mettere in porta anche un Milito in grande crescita, in precedenza sfortunato in occasione di un palo colpito con un gran destro da fermo. Ma proprio quando il principale problema, quello del gol, sembrava ormai risolto, ci ha pensato una pazzesca disattenzione di Chivu su Olivera, “aiutato” in tal senso da Stankovic, a ricacciare l’Inter al quarto posto in classifica, staccato di tre punti dalla nuova capolista Milan. Col quale darà vita a un derby per il primato tra appena tre giorni, con tanti dubbi tattici, poca efficacia finora mostrata sul campo e una formazione tutta da vagliare, dopo che a Lecce i giovani hanno lasciato impressione contrastanti. Bene Obi a fianco di Zanetti, anche se il rientro di uno Stankovic un po’ impreciso ma già in discreta forma, e l’ipotesi Cambiasso ancora possibile, non dovrebbe lasciar spazio al nigeriano, ancora così e così Biabiany e soprattutto Coutinho, che dopo alcuni passi avanti nelle ultime partite sotto il profilo della personalità è tornato a non incidere mai, sul campo del Lecce. Certo, giocatori come Sneijder, Cambiasso e Maicon non si possono regalare a nessuno, neanche a un Lecce non certo imbattibile. Ma una squadra come l’Inter non si può far sorprendere su un corner, appena passata in vantaggio poi. Non si può sbagliare così tanto, e ovunque: non solo in attacco, almeno 5-6 gol facili, ma ora anche in difesa. Contro il Milan sarà già una gara determinante, se non decisiva. Per recuperare in un colpo solo i tre punti di distacco, la fiducia e gli infortunati. O per aprire una crisi di gioco e soprattutto risultati già piuttosto preoccupante.