Ore contate, oggi Fli via dal governo

Il governo ha le ore contate. La maggioranza ormai traballante, ieri ha scricchiolato un po’di più. Il premier non ha fatto in tempo a partire per il G20 a Seul, che l’atmosfera si è fatta incandescente, lasciando presagire manovre politiche per un “Berlusconi bis”. «Questo governo che rappresento pro tempore – ha detto il sottosegretario, Gianni Letta – ha prospettive molto più brevi del2020, e inqueste ultime ore sembrano restringersi non ad anni ma a periodi e misure di tempo più contenuti». Un’altra spallata (annunciata) è arrivata dal deputato di Fli, Granata: «Domani (oggi ndr.) – ha detto – se non succede nulla di nuovo,e non succederà nulla di nuovo, ritireremo la delegazione al Governo». Preoccupato anche Napolitano: la situazione politica è turbolenta. Sempre ieri, nonostante il pressing di Pd e Idv, il ministro alla Cultura non ha presentato le proprie dimissioni dopo il crollo della Domus dei gladiatori a Pompei. “Il cedimento non è colpa mia – ha detto in sintesi durante la relazione alla Camera -. Siamo seri, se fosse così mi sarei già dimesso. Il problema non sonoi fondi,ma lagestione del sito archeologico”. «Se non lascia – ha detto Franceschini del Pd-, prenderemo iniziative conseguenti per portare in aula la sfiducia o le dimissioni». Intanto Bersani ha annunciato che il Pd sta raccogliendo le firme per presentare una mozione di sfiducia al Governo. Anche il movimento di Fini e L’Udc hanno chiesto un passo indietro da parte di Bondi, mentre si sono riservati sull’ipotesi della sfiducia. «Allo stato dei primi accertamenti – ha detto Bondi – il crollo sarebbe imputabile alla pioggia di questi giorni Non si possono quindi escludere altri crolli». Sul fronte della Finanziaria, ieri è stata decisa la riduzione rispetto all’ipotesi iniziale del pacchetto sviluppo. Sarà di 5,5 miliardi rispetto ai 7 ipotizzati. Alcune misure verranno finanziate per minor tempo altre invece salteranno, come il bonus per le ristrutturazioni edilizie eco-compatibili.