Non parla il figlio dell’amante diabolica

Silenzio assoluto. Alessandro Marella, il figlio di Maria Teresa Crivellari arrestato per il sequestro, l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Marina Patriti, non ha risposto alle domande del gip Marco Battiglia. È il solo degli imputati ad averlo fatto dopo che Andrea Chiappetta, Calogero Pasqualino e la stessa madre avevano dato la loro versione dei fatti. La donna, in realtà, si era già assunta la responsabilità dell’uccisione mediante un’iniezione letale, ma evidentemente qualcosa ancora non torna. È possibile, infatti, che la massiccia dose di barbiturici che le era stata somministrata non avesse ucciso Marina, che a un certo punto si è risvegliata. E allora che sia stato il ragazzo a finirla soffocandola con il sacchetto di plastica che le è stato trovato in testa domenica sera, quando è stato ritrovato il cadavere. Tutte ipotesi, per ora, al vaglio del pubblico ministero Giuseppe Amato e del gip. Per pronunciarsi i magistrati dovranno attendere i risultati dell’autopsia che sarà svolta questa mattina dal medico legale Lorenzo Varetto all’istituto di medicina legale. Lo stato di elevata decomposizione del cadavere, infatti, non aveva consentito di sbilanciarsi sulle reali cause della morte. Appare invece abbastanza certo lo scenario del sequestro, che dovrebbe essere stato effettuato materialmente, oltre che dalla Crivellari, da Chiappetta e Pasqualino, che l’hanno rapita e hanno portato l’auto vicino al campo sportivo di Villarbasse. Prima di essere portata nella casa di Sant’Ambrogio, ma già sedata, la vittima sarebbe stata costretta a scrivere il biglietto d’addio che è stato consegnato a una collega del marito da una donna che per ora resta ancora misteriosa.