«Mio padre mi sta incastrando»

Il caso Scazzi, Sabrina in carcere continua a dirsi innocente: «A Sarah volevo bene davvero». Oggi il Riesame decide sulla sua libertà, consegnate ai Ris le cinture sequestrate tre giorni fa.

Un labirinto senza fine di ritrattazioni e smentite. L’omicidio di Avetrana, in cui ha perso la vita la quindicenne Sarah Scazzi, non passa giorno che non riservi sorprese. Secondo la sua nuova versione, Misseri avrebbe (di nuovo) confessato la violenza sul cadavere di Sarah. Avrebbe parlato del suo arrivo con il corpo di Sarah in Contrada Mosca e della decisione di abusarne. La sua versione però contrasterebbe con il risultato delle perizie dei Ris. Avrebbe poi anche chiarito la dinamica dell’omicidio Misseri e parla della ragazza uccisa mentre lui dormiva e della chiamata di Sabrina, che gli avrebbe chiesto di riparare a tutto il "casino" che aveva fatto. Una dichiarazione dietro l’altra, un giorno dietro l’altro, questo caso pare volersi aggrovigliare sempre di più. A stare agli aggiornamenti, ieri sono state consegnate ai carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma le cinture sequestrate tre giorni fa nell’abitazione della famiglia Misseri per verificare se tra queste ci sia l’arma usata per strangolare il 26 agosto scorso Sarah. Le cinture sono in tutto cinquanta, 49 sono state prelevate dall’abitazione e dal garage di Michele Misseri, un’altra dal bagagliaio della sua Fiat Marbella, sotto sequestro dal 7 ottobre. Misseri ha indicato proprio quest’ultima cintura, la citura che era nell’auto, come quella che la figlia Sabrina avrebbe usato per uccidere la cugina. Non si sa se i risultati degli esami sulle cinture debbano, e possano, essere pronti già per oggi, quando si riunirà il tribunale del riesame di Taranto per decidere sul ricorso presentato dai legali di Sabrina Misseri per far annullare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti della ragazza. Proprio secondo il legale di Sabrina Vito Russo sono cinque le testimonianze sulle quali la difesa di Sabrina Misseri punta per smontare le accuse di sequestro di persona e concorso omicidio. «Misseri è paragonabile da una grande matrioska: infatti stiamo assistendo a uno stucchevole balletto delle verità» fanno sapere invece i legali della famiglia di Sarah Scazzi, gli avvocati Nicodemo Gentile e Valter Biscotti. «Mutano le dichiarazioni, ma intatta rimane l’alleanza mortale, il connubio ferale tra quei familiari che consideravano Sarah come una figlia e come una sorella». PARLA SABRINA«A Sarah io volevo bene, davvero » lo ha detto più volte anche nelle ultime ore Sabrina chiusa nel carcere di Taranto dove sta trascorrendo ore molto agitate, evidentemente dopo aver appreso dell’ultima versione del padre che scarica completamente su di lei le responsabilità dell’omicidio. La ragazza ieri mattina non è voluta uscire per l’ora d’aria: è rimasta in cella, a piangere. Ha comunque fatto colazione, aspettando di potersi incontrare con il suo avvocato dal quale attendeva notizie. «Mio padre mi sta incastrando» ripete continuamente alle guardie che vigilano accanto alla sua cella. Sabrina non ha dormito la notte scorsa e ha chiesto più volte l’intervento degli operatori sanitari dell’infermeria per avere delle gocce di calmanti.