Il Milan “libero” di Allegri

La formazione che ha in testa Allegri è quella che fa più punti. È un’annata da mazzo di carte e fiches sul tavolo, roba che da tanto non si vedeva da queste parti. Un’annata senza fughe già partite, senza finali scritti. Per i guai nerazzurri, con l’Inter che pare stia pagando con gli interessi la stagione passata, senza infortuni o quasi; perché la Juventus è un cantiere e la Roma traballa, nonostante sia in netta ripresa. La classica annata in cui anche un elemento può spostare gli equilibri, far pendere tutto da una parte. Ibra, vien subito da pensare. Già, lui che di scudetti ne ha vinti parecchi, tutti, al netto di Calciopoli, da un bel pezzo a questa parte. E allora il Milan può puntare al titolo? Sì, certo, ma nel mezzo dei peana, forse, è giusto anche pensare a cosa ci possa essere tra il Diavolo e il tricolore. Quella rossonera è una squadra infarcita di classe e appesantita dalla stessa. Allegri ha voluto fare di testa sua una volta; risultato: vittoria a Bari e, a parte le due amnesie difensive, partita quasi sempre in ghiaccio. Senza Ronaldinho, senza Pirlo, senza Pato, almeno all’inizio. Un Milan quadrato, solido, logico. Il Milan che Berlusconi non vuole, lui che sembra ipnotizzato dalle treccine al vento, lui che “se li ho comprati, ci sarà un motivo”. Ecco, forse è il presidente la vera zavorra, senza nulla togliere allo sforzo esercitato in coda al mercato. Un Milan con due incontristi e un centrocampista capace di inserirsi senza lasciare sguarnito il reparto può davvero funzionare. Tre di movimento più uno tra Pirlo, in regia, o Seedorf, più avanzato a ridosso delle due punte. Ma Ronaldinho? Eccolo il punto. Il brasiliano, fermo restando il fatto che può inventare magie e risolvere pratiche anche da solo, è un lusso e Allegri lo sa. «Le scelte le fa lui – assicura Galliani -, anche se ho notato che a Bari in panchina c’erano quattro fuoriclasse, una panchina milionaria. Non siamo favoriti per il titolo, ma abbiamo allestito una squadra che può lottare fino in fondo». Assolutamente vero, ma bisogna decidere se slegare le mani di Allegri, se rassicurarlo oppure lasciare che il fantasma del “mi consenta” aleggi su di lui e restringa la via. Intanto, domani probabilmente gioca Ronaldinho… Pensieri in libertà, ma tant’è.