Il Califfo non ce la fa «Chiedo il vitalizio» e il Codacons insorge

Tutto il resto è noia. Tutto il resto, sì, ma non questa giornata di confessioni e polemiche, accuse e smentite, appelli e solidarietà. Franco Califano non sembra più essere il “Califfo” sfrontato e sicuro di sé: già da un po’ ha superato i settant’anni, ha diversi problemi di salute e a quanto pare anche qualche grattacapo economico. Tutto è cominciato da un’intervista-sfog o pubblicata ieri dal Corriere della Sera, in cui il cantautore di Tripoli confessava a di non riuscire a sopravvivere con i circa 10mila euro a semestre che percepisce dalla Siae per i diritti d’autore: «Vivo in affitto e non sono più autosufficiente. Non me ne vergogno: il 15 luglio sono caduto per le scale e mi sono rotto tre vertebre». Impossibilitato a presenziare alle serate (sua unica fonte di reddito, royalties Siae a parte) Califano ha pensato dunque di rivolgersi allo Stato, chiedendo di ricevere il vitalizio previsto dalla Legge Bacchelli. Si tratta di una sorta di “pensione per artisti”, che in passato ha aiutato personaggi noti del mondo dello spettacolo, come il pensatore Guido Ceronetti, la scrittrice Anna Maria Ortese, Gavino Ledda, la poetessa Alda Merini, il poeta Dario Bellezza, i cantanti Umberto Bindi, Ernesto Bonino e Joe Sentieri, le attrici Alida Valli e Tina Lattanzi, il pugile Duilio Loi, l’attore Salvo Randone, la prima annunciatrice della Rai Fulvia Colombo, l’eroe di guerra Giorgio Perlasca e il poeta Federico Tavan. A giugno dello scorso anno, Lino Banfi aveva fatto un appello allo Stato perché si occupasse anche di Laura Antonelli, la quale però aveva chiesto di essere lasciata in pace. Insomma, il Califfo potrebbe rientrare a pieno titolo tra i “poeti” nostrani, e la sua richiesta ha trovato subito il sostegno di alcuni politici, primo fra tutti il senatore del Pdl Domenico Gramazio, che assicura di voler «presentare al ministro Bondi la proposta». Dello stesso avviso anche la presidente del Lazio, Renata Polverini, la quale ha sottolineato che «la Regione ha delle forme per intervenire per le persone in difficoltà. Califano sicuramente è un cittadino che fa parte del nostro contesto territoriale e quindi se ci sarà bisogno di intervenire lo faremo». A sorpresa, però, tra i contrari al ricorso alla Legge Bacchelli per Califano c’è persino il suo avvocato, Marco Mastracci, che chiarisce: «Hanno esagerato, il maestro sta poco bene e ora è in via di miglioramento. Più che altro si trova in difficoltà emotiva ma sicuramente non ci sono le condizioni per chiedere la legge Bacchelli». Gli fa eco il Codacons, che attraverso una lettera pubblicata sul proprio sito spiega: «Il cantante afferma di percepire ogni semestre dalla Siae circa 10mila euro di diritti d’autore, ossia 20mila euro su base annua. Se pensiamo che in Italia il 71,9% delle pensioni non supera i 1.000 euro mensili (12mila euro annui) e che quasi un pensionato su due vive addirittura con meno di 500 euro al mese, direi che il Sig. Califano non se la passa certo male».