Le cinte dei Misseri al Ris, Cosima fa visita al marito

Sono arrivate ieri nei laboratori del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma le cinture sequestrate tre giorni fa nell’abitazione della famiglia Misseri per verificare se tra queste ci sia l’arma usata per strangolare il 26 agosto scorso Sarah Scazzi. Sono cinquanta, di cui 49 prelevate dall’abitazione e dal garage e un’altra dal bagagliaio della Fiat Marbella di zio Michele. Sarebbe quest’ultima, secondo il reo confesso, quella che la figlia Sabrina avrebbe usato per uccidere la cugina. Non si sa se i risultati degli esami possano essere pronti già per oggi quando si riunirà il tribunale del riesame diTaranto per decidere sulla scarcerazione di Sabrina. Intanto la ragazza non chiude occhio e ha chiesto più volte delle gocce di calmanti: «Io a Sarah volevo bene davvero – ripete continuamente – Mio padre mi sta incastrando ». Sua madre, Cosima Serrano, ha fatto visita in carcere al marito e si è trattenuta in colloquio per circa un’ora. Non si sa la donna abbia poi incontrato la figlia Sabrina, detenuta nello stesso penitenziario. Intanto i legali della ragazza confermano che sono cinque le testimonianze sulle quali la difesa punta per smontare le accuse di sequestro di persona e concorso in omicidio a suo carico.