Vertice della Lega ad Arcore: il governo va avanti

Il governo è sotto assedio, ma Berlusconi non molla: il capo dei vescovi, Bagnasco, auspica un salto in avanti perché «l’Italia non può più galleggiare», Bocchino (Fli) avverte: «La crisi c’è, non è un problema di chi la dichiara». E Napolitano vigila perché l’approvazione della Finanziaria non venga rinviata. «Il presidente – recita una nota del Colle – presta soprattutto attenzione alle scadenza di impegni inderogabili per il Paese ». Ieri lo stato maggiore della Lega si è confrontato per due ore con Berlusconi ad Arcore. «L’incontro è stato positivo e proficuo – recita una nota – ed è servito a fare il punto sulla situazione politica e sull’agenda di governo. Si è deciso di proseguire con l’azione riformatrice per realizzare il programma ». Ma il cardinal Bagnasco nel suo intervento all’Assemblea generale della Cei ha parlato di «una caduta di qualità a livello della scena politica». «Se la gente perde fiducia nella classe politica – ha detto – fatalmente si ritira in se stessa, cade lo slancio partecipativo, tutto diventa pesante e contorto. Un rischio, lo diciamo con un senso di apprensione profonda, è che il Paese si divida ». Quindi «non è più tempo di galleggiare», servono scatto in avanti e soluzioni condivise. Ma dopo due ore di confronto con Berlusconi, il Carroccio ha concordato nel non gettare la spugna. Dal canto suo il premier ha garantito a Bossi che tutto il pacchetto sul federalismo sarà approvato prima di Natale. Futuro e libertà rimane invece orientato verso il ritiro dei suoi dal governo, come annunciato domenica da Fini. Bocchino garantisce che «se Berlusconi resterà asserragliato a palazzo Chigi tra un mese ci sarà un incidente tecnico che farà cadere il governo ». Ma non sarà sulla Finanziaria, assicurano gli uomini di Fini. In linea con l’ultimo richiamo del Colle che chiede di non rinviare impegni inderogabili per il Paese, in particolare, appunto il via libera alla legge di stabilità e della legge di bilancio. Intanto sono insistenti le voci secondo cui, già entro la settimana, Fli potrebbe ritirare la propria delegazione dal governo. Mentre un altro passaggio nelle file finiane potrebbe arrivare domani con l’arrivo dal Pdl del senatore sardo Pierluigi Massidda: «Il mio cuore batte ancora per Berlusconi, ma la testa e la difesa degli interessi della mia terra mi dice di andare con Fini», spiega il senatore. Ma a proposito del possibile ritiro della delegazione di Fli, Cicchitto torna ad adombrare la richiesta di dimissioni a Fini da presidente della Camera: «È assolutamente legittimo che il capo di un partito riunisca intorno a sè i ministri della sua delegazione e li ritiri. Diventa molto più singolare se a farlo è il presidente della Camera…», sottolinea il capogruppo del Pdl alla Camera. «Se questa è la risposta ufficiale attraverso la Lega a Fini – ha ribadito Bersani (Pd) – mi aspetto che quest’ultimo prenda le sue decisioni. Stiamo traccheggiando in un Paese che non può permettersi di perdere tempo».