Preziosi caccia Gasperini

«Non me l’aspettavo». È riuscito a dire solo questo Gian Piero Gasperini al momento di congedarsi dal suo Genoa, a cui ha invitato un semplice e tenero «grazie». E non se l’aspettavano nemmeno i tifosi rossoblu, che hanno assalito il sito ufficiale della squadra per salutare l’allenatore sostituito dal presidente Enrico Preziosi con Davide Ballardini. Quattro anni e mezzo insieme. Il rientro in Serie A dopo 12 stagioni di purgatorio tra B, C e valigette piene di soldi. E poi il ritorno in Europa dopo 18 anni di esilio. Risultati forse insuperabili, ottenuti giocando spesso un calcio spettacolare ed efficace. A Gasperini è stata fatale la sconfitta con il Palermo, la seconda consecutiva dopo quella con l’Inter. Due partite negative non sul piano del gioco, ma solo nel risultato. Anche a causa delle difficoltà di un reparto d’attacco decimato da un ottobre nero che ha azzoppato Palladino, Sculli e Palacio, portando alla ribalta i giovani Destro e Rudolf. A segnare il destino della panchina rossoblu  era stata, però, la campagna acquisti estiva. I 50 milioni investiti da Preziosi esigevano risultati immediati, difficili da ottenere con una squadra rivoluzionata. I vari Eduardo, Chico, Rafinha, Veloso e Toni non hanno reso quanto avevano fatto in passato nomi meno altisonanti (come Rubinho, Ferrari, Papastathopoulos, Rossi e Milanetto) e il Grifone oggi rasenta la zona retrocessione. Si chiude così una delle avventure più belle del nostro calcio negli ultimi anni, che ha valorizzato tantissimi giocatori: a cominciare da Criscito, Sculli e Palladino, ma anche gli ormai lontani Bocchetti e Borriello.