Brescia, protesta degli immigrati botte, arresti, espulsioni

Dopo una giornata di incidenti e di forte tensione sono rimasti dov’erano, ieri, i sei immigrati che protestano a Brescia per la sanatoria. A oltre 30 metri d’altezza, sulla gru. E la ssù hanno passato anche la scorsa notte. Distante meno di un centinaio di metri c’è il presidio di alcune centinaia di componenti dell’associazione "Diritti per tutti", che li sostengono nella loro estrema protesta per ottenere il permesso di soggiorno. In mezzo un massiccio schieramento di forze dell’ordine: quelle stesse che ieri all’alba hanno allontanato il presidio dalla gru con due cariche, tra tafferugli che hanno portato all’accompagnamento in questura di immigrati e italiani, tra i quali anche alcuni giornalisti di radio Onda d’urto. Qualcosa, evidentemente, domenica notte era cambiata, se poliziotti e carabinieri hanno deciso il blitz. Fermo, nel giudizio, il prefetto Narcisa Brassesco Pace: «Il prefetto è responsabile della sicurezza, il questore ne attua le decisioni e le decisioni prese sono state condivise dal comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza». I manifestanti, invece, raccontano di una violenta carica senza apparente motivo, con manganellate rifilate a chiunque, la seconda a metà mattinata, mentre all’alba manifestanti e forze dell’ordine erano venuti a contatto, con lancio di oggetti verso la polizia, compresi alcuni estintori. Alla fine, gli avvocati che difendono l’associazione, Manlio Vicini e Sergio Pezzucchi, hanno stilato un bilancio di sei arresti (due italiani e quattro stranieri) e dodici immigrati già rimpatriati o portati nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione), soprattutto per resistenza a pubblico ufficiale e per violazione della Legge Bossi-Fini, mentre il presidente di "Diritti per tutti", Umberto Gobbi, è stato denunciato a piede libero per «istigazione alla violazione delle leggi».