Bruino, la Crivellari confessa

Maria Teresa Crivellari ha confessato l’omicidio di Marina Patriti, la casalinga di Bruino il cui corpo è stato trovato, sepolto sotto terra e cemento nel giardino dell’assassina. L’ammissione di colpevolezza l’avrebbe fatta ieri dopo tre ore di interrogatorio, a Pinerolo. Intanto è stato arrestato anche uno dei figli dell’ex amante diabolica, Alessandro Marella: c’era anche lui nel giardino di casa, a Sant’Ambrogio di Susa, dove è stato trovato il cadavere. L’ultimo colpo di scena ieri, quando i carabinieri del Comando provinciale di Torino hanno stretto le manette ai polsi di Alessandro Marella, figlio ventenne della Crivellari, chiamato a rispondere come la madre di sequestro di persona, omicidio e occultamento di cadavere. Tra gli elementi a suo carico ci sarebbero le parziali ammissioni rese al gip dai suoi amici Andrea Chiappetta e Calogero Pasqualino, fermati venerdì con l’accusa di essere complici della madre. Che confermerebbero i sospetti già emersi nel corso delle indagini, in particolare dalle intercettazioni telefoniche e ambientali tra madre e figlio: i due si sarebbero accordati per fornire «una falsa versione di comodo» agli inquirenti sui loro spostamenti il giorno della scomparsa. Senza neppure riuscirci: i carabinieri avrebbero intercettato anche Maria Teresa, per tutti Antonella, che si rammaricava e preoccupava per le versioni non concordanti che avevano fornito. Il corpo di Marina è stato trovato in avanzato stato di decomposizione, la testa infilata in un sacchetto di plastica: le sue condizioni, stando ai primi rilievi del medico legale, sarebbero compatibili con una morte avvenuta nei giorni della scomparsa. In attesa dell’autopsia, l’ipotesi è che Marina possa essere morta soffocata, dopo essere stata sequestrata e portata in casa della Crivellari, casa affittata per lei nel 2009 da Giacomo Bellorio, marito di Marina e all’epoca suo amante. Lì, sarebbe stata narcotizzata e poi uccisa. Elementi che troverebbero conferma nella confessione della Crivellari. E non si esclude che l’omicidio non fosse stato preventivato: potrebbe essere finito in tragedia un sequestro che aveva lo scopo di spaventare la donna e indurla a lasciare il marito, con il quale si era riappacificata nel Natale 2009, quando Bellorio troncò la relazione con l’amante. Che da allora, cominciò a tormentare la coppia con telefonate, sms e mazzi di rose a Bellorio.