Cala il livello dei fiumi, ma resta l’emergenza

Mentre a Venezia si prevede per oggi una marea sostenuta di 115 cm, prosegue in tutta la provincia lo stato di preallerta per il maltempo. Ma senza emergenze, perché i livelli dei fiumi risultano in diminuzione costante. «Nel fine settimana le piogge sono state di debole o moderata intensità, e la punta massima l’ha raggiunta Bibione con 34 mm complessivi. Il monitoraggio dei corsi d’acqua continua, in particolare lungo il Livenza, il Piave, il Brenta e il Gorzone, con una ventina di volontari della protezione civile e 5 pattuglie della polizia provinciale. Ma complessivamente non siamo preoccupati», dice l’assessore provinciale Giuseppe Canali. Da sabato la protezione civile della Provincia di Venezia ha portato a 300 il numero dei volontari impegnati nelle aree più colpite del Veneto. Sul tema, fuori programma ieri a Ca’ Corner del presidente del magistrato alle Acque Patrizio Cuccioletta. Che invitato a relazionare sullo stato lavori del Mose, si è soffermato sull’emergenza maltempo: «La mia opinione di tecnico e di cittadino è che le cose funzionavano meglio quando a occuparsene direttamente erano il ministero dei Lavori pubblici e il Genio civile a livello provinciale. Ci stiamo indirizzando verso progetti costosissimi che nessuno sarà in grado di pagare, dimenticando i controlli ordinari: le guardie ai fiumi sono scomparse e i piccoli interventi non si fanno quasi più». Secondo il presidente del Magistrato alle Acque, «il fenomeno va gestito giorno per giorno. Anche ripristinando il servizio di telerilevamento idrologico, che informava sui tempi di piena dei fiumi. E non va dimenticato che a questo livello Veneto e Trentino sono una sola realtà, come la pianura padana. L’ideale sarebbe il ritorno alla gestione unica, evitando il caos normativo e la parcellizzazione di competenze».