«Facciamo ridere, senza volgarità»

C’era una volta la commedia all’italiana di Mario Monicelli, esiste (e resiste) ancora il cinepanettone di Neri Parenti, ma il futuro della risata è in due parole: commedia sofisticata. Ultimi in ordine di tempo a saltare sulla giostra della sophisticated comedy, il genere che in Italia ha lanciato con Lezioni di cioccolato il bel volto di Luca Argentero, Carlo ed Enrico Vanzina sono anche gli ultimi da cui ci si aspetterebbe «una commedia spiritosa, gentile, non volgare, sul modello di quelle americane». Al cinema da venerdì con Ti presento un amico, storia di un dirigente in crisi costretto a licenziare i suoi dipendenti, per la loro prima volta «senza volgarità, battute a raffica e farsa», i due fratelli hanno scelto come protagonista una vecchia conoscenza, Raoul Bova, da loro scoperto nel 1993 con Piccolo grande amore: «Abbiamo rovesciato gli stereotipi – hanno detto ieri a Roma – Nonostante Bova abbia il fisico del classico macho che si porta a letto milioni di donne, il suo personaggio è un uomo lasciato dalla fidanzata e travolto da altre donne». Al vertice di una carriera internazionale che l’ha portato nel solo 2010 sul set di 7 film, da Cannes agli studios hollywoodiani, per i Vanzina Bova «è lo Hugh Grant italiano, ha un talento straordinario ed è una persona limpida, onesta e reale». Lui, la star, ricambia la fiducia: «Con Carlo ed Enrico siamo rimasti in contatto, siamo amici – ha detto ieri -. Abbiamo sempre pensato di tornare a lavorare insieme, ma non trovavamo un personaggio adatto a me. Appena mi hanno proposto questo film ho subito accettato». E pazienza se il curriculum dei registi, padri putativi del cinepanettone («L’Italia è il paese delle etichette, quei film non li facciamo più da anni»), non deponga proprio a favore dell’umorismo da salotto: capace di attraversare indenne film di Moccia e flop come Baarìa, per Bova «Ti presento un amico è una commedia garbata che riflette sull’amore al giorno d’oggi: non solo sono felice di esserci, ma film così per me sono meglio di un anno di analisi».