Troppe minacce, chiude Sos Usura

Dopo l’ennesimo atto intimidatorio, il presidente di Sos Racket e Usura Frediano Manzi ha deciso di sciogliere l’associazione attiva da 13 anni a Milano e non solo. Sabato mattina ignoti hanno dato fuoco a Caronno Pertusella (Va) a un suo furgone per la consegna di fiori. Manzi ha subito contattato i sette membri del Consiglio direttivo e insieme hanno deciso la chiusura dell’associazione. «Negli ultimi tre mesi – spiega – questa è la terza pesante intimidazione che riceviamo, dopo che hanno sparato contro un chiosco a Parabiago e hanno messo una bomba carta nel chiosco di Nerviano, senza contare le telefonate minatorie ricevute. Ma non è per paura che chiudiamo, bensì per la totale impossibilità di lavorare in condizioni di sicurezza». Manzi è in aperta polemica con tutte le istituzioni milanesi e lombarde, dal Comune (che ribatte di aver sempre fatto la propria parte), alla Regione che accusa di non essere stata solidale. Spiega di non sapere da dove provengano tutti questi atti intimidatori «viste le decine d’inchieste aperte in tutta Italia in conseguenza alle nostre denunce» ma non intende mettere a rischio «le decine di volontari che collaborano con l’associazione, che neppure ha una sede sicura». Una delle ultime denunce di Sos Racket e Usura ha portato all’arresto di tre persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’occupazione abusiva di appartamenti, alcuni di proprietà dell’Aler, nella periferia nord di Milano. Sul sito ieri apparso un video che proviene dagli abitanti di via Vincenzo Monti e «sarà l’ultimo documento che noi pubblicheremo». Cancellato anche il presidio per la legalità organizzato per sabato 13 in via Ciriè.