Derby alla Roma, Milan a -2 dalla Lazio

Dopo lo shampoo nelle coppe (3 pareggi, 3 sconfitte, 1 vittoria), il calcio italiano ritorna nel suo orticello. L’unica che si era salvata dal naufragio europeo, la Roma, con una vittoria sudatissima a Basilea (3-2), è quella che ‘gode’ di più in questa decima giornata di campionato. Il derby della Capitale è colorato infatti di giallorosso. La Lazio capolista è costretta ad alzare bandiera bianca per la seconda volta in questa stagione. Sconfitta indolore, direbbero i numeri, visto che gli uomini di Reja sono ancora soli in testa alla classifica. Ma un ko in una stracittadina, specie quella ‘der Cuppolone’, non è mai indolore. Fa male dentro e potrebbe lasciare tracce importanti in prospettiva futura. Il tempo, e la prossima trasferta a Cesena, daranno subito le prime risposte. Due a zero per la Roma all’Olimpico, apparsa più vogliosa e più lucida nel ‘leggere’ una partita sempre molto complessa. Due a zero con due rigori, entrambi solari (mani di Lichtsteiner su tiro di Simplico e fallo di Dias su Baptista), trasformati il primo da Borriello (con un tiraccio baciato dalla buona sorte), il secondo da un Vucinic chirurgico. Penalty concessi da un Morganti che non sfugge alle mille polemiche post-partita. Protesta la Roma, per un gol annullato a Greco in fuorigioco molto ma molto dubbio, e protesta furiosamente la Lazio. Due i capi d’accusa all’arbitro: penalty negato per un nettissimo placcaggio di Riise a Mauri preceduto, per verità di cronaca, da un’evidente fuorigioco di Dias, secondo penalty non fischiato per un mani di Simplicio su giocata di Foggia. Tutto in fondo secondo copione: perdere brucia, perdere un derby per un ‘doppio dischetto’ brucia ancor di più. Le polemiche sono immancabilmente incluse nel prezzo. Di certo dalla Lazio leader della classifica ci si aspettava più coraggio e più personalità. La Roma decimata dalle assenze (Totti, Taddei, Pizarro, Juan e dopo mezz’ora anche Menez) incassa un successo che gonfia il petto, il morale e la riporta decisamente in quota.
A caccia dei biancocelesti, con soli due punti di ritardo, c’è adesso il Milan, che espugna il San Nicola (3-2) e scavalca i ‘cugini’ dell’Inter al secondo posto. Nella porta di Gillet, bussano Ambrosini, Flamini e Pato. Soddisfatto Allegri, che chiedeva gol ai centrocampisti ed è stato accontentato. Meno felice, invece, per le troppe amnesie che impediscono al Diavolo di chiudere e congelare partite che sembrano in pugno. Il Bari, sotto per 0-2, è tornato in vita con Kutuzov, Pato l’ha ricacciato indietro, Barreto con una rete da favola (ma al 90′) ha regalato ulteriori brividi. Contano però i fatti e questi raccontano di un Milan che insiste e ci crede. Per la squadra di Ventura, parla la classifica: ultimo posto (in compagnia di Cesena e Parma) con 8 punti. Il bel giocattolo della passata stagione appare sempre più un lontano ricordo. Il rischio-retrocessione, senza uno scossone nei risultati, è concreto e reale. Luceri/televideo-