Crollo a Pompei, Bondi si difende «Se fosse colpa mia mi dimetterei»

«Per quanto mi riguarda, riferirò immediatamente al Parlamento rispetto a quanto ho potuto verificare e conoscere oggi dopo l’incontro avvenuto a Pompei, sulla base di un atteggiamento di serietà e di responsabilità ». Lo ha annunciato ieri il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, replicando alla richiesta delle opposizioni di recarsi alla Camera per riferire in meritoal crollo della Domusdei Gladiatori nella zona archeologica di Pompei avvenuto sabato. «Non è solo un problema di risorse per la gestione degli scavi di Pompei» ha detto, sostenendo che quelli ci sono. «Qui si tratta anche di vedere come si spendono questi fondi. Se avessi la certezza di avere responsabilità in quanto accaduto mi dimetterei. Ma rivendico invece il grande lavoro fatto» ha aggiunto, in risposta al duro intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che sabato ha chiesto spiegazioni «senza ipocrisie». Oggi il Codacons presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli: «Chiederemo ai magistrati di indagare in capo al ministero dei Beni culturali per i reati di omissione di atti dovuti e omissione di controllo in merito alla vicendadel grave crollo avvenuto» ha detto il presidente dell’associazione Carlo Rienzi. In mattinata, ieri, si è svolto un sopralluogo di tecnici della soprintendenza archeologica guidati dalla soprintendente Jeannette Papadopoulos ed il direttore generale del ministero Stefano De Caro all’interno della “Schola armaturarum” crollata. Secondo un esperto l’affresco situato nella parte bassa della Domus dei Gladiatori probabilmente si è salvato e comunque dovrebbe essere possibile recuperarlo. dnews-