Operaio in coma, le nozze della speranza

Nella piovosa domenica, mentre Milano sonnecchiava lenta, in un ospedale cittadino, il Niguarda, si consumavano due drammi. Lontani anni luce i protagonisti, uniti però dall’assurdità e dall’enormità della disgrazia che li ha colpiti d’improvviso. Nel blocco Dea, area Ovest, terzo piano, Antonella Riunno, 37 anni, come il giorno prima e quello prima ancora ha atteso, dignitosa, composta, senza più lacrime, che il suo Salvatore Catalano si svegliasse almeno un attimo, il tempo per pronunciare quel sì che li unirebbe in matrimonio. Lui, 55 anni, vittima dell’incidente all’Eureco di Paderno, ha ustioni sul 90% del corpo, i medici non sono ottimisti. Avrebbe dovuto sposare Antonella che gli ha dato una figlia, Irma, il 20 novembre: l’esplosione di giovedì ha fatto svanire ogni sogno. E adesso sposarsi per Antonella Riunno non è solo questione di cuore, di realizzare un’aspirazione, ma di poter dire la sua in questa vicenda, ricevere magari il denaro di un risarcimento per mandare avanti la famiglia, perché come convivente non ha alcun diritto. «Le nozze verranno celebrate presto, non appena il paziente riprenderà conoscenza», ha ribadito il sindaco di Paderno Dugnano, Marco Alparone che si tiene in costante contatto con l’ospedale nella speranza di poter celebrare il rito. «La nostra disponibilità è costante». Tutti i documenti necessari sono pronti, e per officiare il rito ci sarà anche un funzionario del Comune di Milano. Restano gravi anche le condizioni degli altri 5 feriti, mentre il titolare della Eureco è indagato: non tutto nell’azienda era a norma. Dalla parte opposta, nel blocco sud, al secondo piano, due genitori hanno dovuto dire addio al loro figlio di 17 anni, morto dopo una settimana di coma provocato da un’abuso di metanfetamine. I medici ieri gli hanno tolto il cuore, l’unico organo che lo studente, originario di Lucca, ha potuto donare, mentre gli altri sono andati in necrosi. Poi si è proceduto all’autopsia i cui risultati potranno essere utili nell’inchiesta: si sta cercando chi ha venduto quella droga tagliata male che ha ucciso il giovane ma ha anche intossicato molti altri ragazzi la notte di Halloween al Leoncavallo. Impossibile sapere dove sia andato il cuore. Almeno una morte così assurda non è stata inutile. «Nel sangue – spiegano i medici – aveva una quantità spaventosa di anfetamine e cannabinoidi».