Delitto di Marina, il corpo in una colata di cemento

È stato trovato, in una colata di cemento, ieri sera il corpo di Marina Patriti, la casalinga 44enne svanita nel nulla lo scorso 18 febbraio a Bruino (Torino), e per il cui caso sono in carcere, da venerdì scorso, l’ex amante del marito Maria Teresa Crivellari, operatrice socio-sanitaria di 53 anni, interrogata ieri dai magistrati, e due uomini, Andrea Chiappetta, operaio 37enne, e Calogero Pasqualino, disoccupato di 27 anni, tutti residenti ad Alpignano, pure loro ascoltati ieri.
Il cadavere era a Sant’Ambrogio, in Valle di Susa, in una colata di cemento, in un’area di cantiere non lontano dall’abitazione della Crivellari. Quest’ultima, nota come “Antonella”, ex amante di Giacomo Bellorio, 46 anni, avrebbe convinto Chiappetta e Pasqualino ad aiutarla a eliminare la “rivale” dietro un compenso di 1.250 euro a testa (per reperire la somma avrebbe chiesto un prestito ai suoceri della vittima, che glielo hanno concesso senza esitazioni, senza sapere del disegno criminoso).

La chiave del giallo era a pochi passi, dietro la casa della presunta assassina. E’ stato ritrovato ieri sera il corpo di Marina Patriti, la donna di Bruino scomparsa lo scorso febbraio. Era seppellito poco distante dall’abitazione di Maria Teresa Crivellari, l’amante abbandonata dal marito di Marina, Giacomo Bellorio. Le prime ammissioni erano arrivate dopo gli interrogatori di Andrea Chiappetta e Pasqualino Calogero, fermati dai carabinieri con l’accusa di aver sequestrato, ucciso e occultato il cadavere della donna in concorso con la Crivellari. È quanto trapela dagli interrogatori di ieri davanti al gip di Pinerolo Marco Battiglia. Se il corpo è stato finalmente ritrovato, resta da capire dove e come sia stata uccisa Marina. Il movente, invece, sarebbe chiaro: la «morbosa relazione» con Bellorio, marito della Patriti, scrive il gip. Una relazione extraconiugale durata un anno e mezzo e troncata nel dicembre 2009 per riappacificarsi con la moglie, con cui aveva tre figli. Fu l’inizio di una reazione ossessiva dell’ex amante, che tempestava di telefonate e messaggi sia Bellorio sia Marina. Chiappetta e Calogero, 27 e 37 anni, amici del figlio della Crivellari, sarebbero stati «strumenti utilizzati per raggiungere il risultato dell’eliminazione della pretesa rivale», forse pagati con 2500 euro che gli stessi genitori di Bellorio avevano prestato a Maria Teresa poco prima della scomparsa della nuora. I tabulati telefonici dimostrano che i tre hanno avuto numerosi contatti il 18 febbraio (mentre la Crivellari dichiarò di conoscere appena Chiappetta e di non conoscere Calogero) e rivelano che l’ex amante ha mentito sui suoi spostamenti, fornendo «una ricostruzione diretta ad accreditare la propria presenza in luoghi ben lontani da quelli interessati dall’indagine». Altro mistero: chi è la donna che al mercato di Venaria, il mattino della scomparsa, fece recapitare a Bellorio (venditore ambulante di pane), un portafoglio con le chiavi della macchina della moglie, un foglio in cui la donna scriveva di volersene andare e l’indicazione che «l’auto si trova vicino al campo sportivo»? Non era la Crivellari. E poi il biglietto d’addio: i carabinieri del Ris non escludono che possa essere stato scritto dalla Patriti sotto costrizione.