Sarah, Misseri fa trovare la cintura usata per l’assassinio

L’ultimo colpo di scena è il rinvenimento della presunta arma del delitto, una cintura. Michele Misseri ieri è tornato nella sua casa di Avetrana per un sopralluogo insieme ai carabinieri del Ris e ha indicato agli investigatori una cintura nascosta nell’Opel Astra usata abitualmente dalla moglie Cosima. L’uomo nell’interrogatorio del giorno prima aveva sostenuto che è proprio con quella cintura che Sarah è stata strangolata. Per averne la certezza, però, bisognerà attendere le analisi dei Ris che a Roma stanno analizzando altri due esemplari di corda per capire se, e in che modo, siano compatibili con la profonda ferita alla gola riportata dalla vittima. In serata poi, i carabinieri sono tornati di nuovo nella villetta di via Deledda dove Cosima, sulla quale si addensano nuove ombre, adesso vive da sola. Cercano proprio le cinture per pantaloni che usava zio Misseri, segno che l’ultima confessione dell’uomo sull’arma del delitto è quella ritenuta più credibile. Stando alle indiscrezioni emerse nei giorni scorsi dall’autopsia eseguita dal medico legale Luigi Strada, infatti, Sarah potrebbe essere stata strangolata a mani nude e poi, una volta accasciatasi a terra, soffocata con una cintura. «Stavo dormendo sulla sdraio quel pomeriggio», avrebbe raccontato venerdì sera Misseri agli investigatori, «quando è arrivata Sabrina e mi ha detto “Corri papà, corri in garage che ho combinato un casino”». La scena del delitto resta ancora il garage dunque, nel quale (come in casa) non sono state però trovate tracce biologiche di Sarah. Lo sguardo impaurito ma sollevato di Misseri ieri non ha incrociato, neanche per un attimo, quella della moglie. Lei è rimasta tutto il tempo barricata in casa, mentre lui si è fermato in giardino quando insieme agli inquirenti spiegava, mimando le mosse, ogni particolare di quel 26 agosto.