Silvio: «Sotto attacco, stiamo uniti»

«Mi attaccano perché sanno che fino a che ci sono io non potranno mai salire al potere». Così Silvio Berlusconi ha lanciato un appello all’unità del suo schieramento durante la direzione generale del Pdl. «Le campagne mediatiche fondate sulla menzogna non mi fermeranno. Non faccio alcun passo indietro e il Pdl sia coeso intorno a me». L’autodifesa, anche stavolta, è fondata su ipotesi di complotto, da parte dei media, della sinistra e di «certe Procure». Questa volta, però, il Cavaliere ha ipotizzato anche che alcune manovre contro di lui «siano organizzate dalla malavita». Poi ha affrontato la spina nel fianco del governo, i finiani: «Il frazionamento dei partiti politici è il peggior guaio che possa capitare ad una democrazia» ha detto. Su questo rischio Berlusconi ha lanciato loro un ultimatum: «Chiedo che cessi il logoramento quotidiano del governo. Sono pronto ad un patto di legislatura ma se Fli non vuole andare avanti lo deve dire adesso». E proprio tra il leader di Fli e Berlusconi in mattinata c’erano state prove di disgelo. I due che non si parlavano da tempo hanno avuto uno scambio di battute alle celebrazioni delle Forze Armate. Le agenzie di stampa raccontano di una chiacchierata intervallata anche da qualche sorriso, probabilmente sulle vicende legate al caso Ruby. Ma in serata Fini ha parlato ai suoi: «Il discorso di Berlusconi è tardivo e deludente – avrebbe detto – non vedo prospettive ». Ma per Umberto Bossi non sarà Fini a staccare la spina: «I finiani non hanno il coraggio di rompere, temono il voto».