Lite per Facebook, carabiniere uccide la figlia e si suicida

Ha impugnato la pistola di ordinanza e ha fatto fuoco contro le due figlie di tredici e sedici anni, uccidendo la più piccola. L’uomo, un maresciallo in servizio al nucleo operativo della compagnia di Subiaco, ha rivolto poi l’arma contro se stesso e ha premuto il grilletto, togliendosi la vita. Gravemente ferita, invece, la figlia più grande del militare che – secondo quanto si è appreso – è stata trasportata in ambulanza in codice rosso all’ospedale di Subiaco. Le sue condizioni – riferiscono fonti ospedaliere – sarebbero molto gravi perchè sarebbe stata centrata da due colpi: uno alla gamba e l’altro all’addome. Il tragico episodio è avvenuto alle 18.30 di ieri pomeriggio in un appartamento di via XX Settembre a Subiaco. Il maresciallo di 40 anni aveva staccato alle tre dal lavoro ed era tornato a casa, dove aveva trascorso il pomeriggio con le due figlie di 16 e 13 anni e l’altro figlio di 10. La moglie, un insegnante di 40, era invece fuori casa. L’uomo, secondo una prima ricostruzione, avrebbe avuto nel tardo pomeriggio una lite con la figlia più piccola e, in preda ad un raptus di follia, ha impugnato l’arma e l’ha puntata prima contro la ragazza di tredici anni, uccidendola sul colpo, e poi contro la più grande, che è riuscita a scappare per le scale e a mettere in salvo anche il fratellino di 10 che giocava fuori al balcone. Pochi secondi dopo, il carabiniere si è tolto la vita. Sulla vicenda indaga la compagnia dei carabinieri di Subiaco, diretta dal comandante Alessandro De Vico, che conosceva il maresciallo in servizio all’operativa. L’uomo – secondo quanto si è appreso -non aveva mai dato segni di squilibrio. L’altro ieri ci sarebbe stata un’altra lite a causa di Facebook e poco prima dell’omicidio, una delle due figlie – la tredicenne – era nuovamente connessa al social network. I militari stanno ascoltando alcuni testimoni – parenti e amici – per cercare di capire se possa esserci un altro movente alla base dell’omicidio-suicidio.