Marchionne, mai minacciato di lasciare l’Italia

«Non ho mai minacciato di lasciare l’Italia». Parola di Sergio Marchionne. A quale prezzo? «Marchionne non ha chiesto assolutamente nulla», risponde per lui il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani. «Non chiede incentivi perché non crede in un mercato dopato». Ma il numero uno della Fiat, nel suo primo contatto con il titolare del dicastero (preceduto da un incontro con Silvio Berlusconi e Gianni Letta) ha chiesto ed ottenuto quel che voleva: un impegno esplicito del governo per “Fabbrica Italia”, progetto da 20 miliardi finora seguito, a detta sua, in maniera troppo tiepida. Al contrario, Romani ha parlato di «una straordinaria occasione industriale che il sistema non può perdere». Non solo. Lo stesso ministro ha aggiunto che «penso sia arrivato il momento di parlare anche con i sindacati». Non un tavolo formale, quanto un incontro bilaterale che servirà comunque a sbloccare la situazione. «Noi ci auguriamo che una minoranza sindacale non pregiudichi il percorso industriale fondamentale», dice all’indirizzo della Fiom pur senza citarla lo stesso ministro. E l’ostacolo non sta solo nella minoranza sindacale. Proprio ieri, da Pomigliano («le assunzioni della newco partiranno nel 2011», ha assicurato Marchionne) è giunta, via Cobas, la notizia che la Corte d’Appello di Napoli ha ribaltato la sentenza del giudice del lavoro di Nola obbligando la Fiat a reintegrare un lavoratore licenziato nel 2004 «per aver abbandonato il posto di lavoro per 40 minuti senza autorizzazione». L’azienda è stata anche condannata a un risarcimento di 250 mila euro. Chissà se Marchionne pensava a quest’episodio quando, all’uscita dal ministero, ha precisato che «noi stiamo portando avanti il progetto dell’investimento ma le condizioni di governabilità della struttura industriale devono essere stabilite e chiarite. Una volta che le troviamo poi la Fiat andrà avanti». Se uno vuol fare investimenti, ha commentato ieri Marco Tronchetti Provera parlando del caso Fiat, «ha il diritto di indicare le condizioni».