Sakineh è viva, «ma l’esecuzione è solo rimandata»

Sakineh, la donna condannata per adulterio prima alla lapidazione e poi all’impiccagione, non è stata uccisa dalle autorità iraniane, come si temeva. L’annuncio che la prigioniera, per la cui liberazione si è mobilitato mezzo mondo, è viva è stato dato dalla portavoce del Comitato internazionale contro le esecuzioni, Mina Ahadi. Ha spiegato che è ormai trascorso l’orario per le impiccagioni in Iran, «ma l’esecuzione è stata rinviata, non annullata, e potrebbe ancora portata a termine in qualsiasi giorno». Per Ahadi le pressioni dei governi europei sul regime di Teheran» hanno contribuito alla decisione del governo iraniano. La magistratura iraniana fa sapere che Sakineh sta bene. Il capo della giustizia locale, Malek Ajdar Sharifi, assicura che la donna è «in perfetta salute» e che il procedimento giudiziario contro di lei continua il suo corso, senza fornire ulteriori dettagli. Secondo fonti iraniane il nome della donna si trova su una lista di persone da giustiziare nei prossimi giorni stilata dalla Corte suprema iraniana. La comunicazione sarebbe già arrivata al carcere di Tabriz, nel nord dell’Iraq, dove è rinchiusa Sakineh. – ilromanista-