Il pirata di via Cernaia è un diplomatico

È intestata a un diplomatico, dipendente di una missione del Sudamerica, l’auto pirata che a due passi dalla stazione Termini, la notte di Haloween, ha investito e ucciso il motociclista Marco Bartoccioli, 26 anni, esattamente all’incrocio tra via Cernaia e via Goito. I vigili urbani già lunedì avevano identificato il proprietario della macchina killer, un’Alfa Romeo 156 ma la notizia che si trattasse di un’auto diplomatica è trapelata soltanto ieri, nonostante l’ostinato riserbo della polizia municipale. A incastrare il conducente dell’auto pirata – il quale potrebbe anche non essere l’intestatario della macchina, ma un dipendente del diplomatico che ora dovrà fornire agli agenti la sua versione – sono state testimonianze e soprattutto le immagini dalle telecamere puntate su via Nazionale, la strada che l’investitore ha percorso dopo la vergognosa fuga, lasciando Bartoccioli agonizzante sull’asfalto. «L’indagine risulta particolarmente complicata visto che il soggetto, come confermato anche dal ministero degli Esteri, gode di immunità diplomatica», hanno dichiarato dal comando del I gruppo della polizia municipale. Ora, per la morte del 26enne, che faceva lo scultore e si era laureato in architettura soltanto due anni fa, appena 24enne, attendono giustizia i suoi genitori, ancora sotto choc, sua sorella e suo fratello. Il ragazzo tornava da una festa di Haloween quando è stato investito. Abitava a Pietralata con la famiglia, che si è rinchiusa nel silenzio. -Camuso/leggo-