Bruce Springsteen: «Gli obiettivi futuri li trovo nel passato»

Queste canzoni si inseriscono piuttosto bene nel viaggio dell’uomo adulto che mi trovo a fare oggi. Ed è proprio quello che speravo a 27 anni: di avere scritto qualcosa che avrebbe continuato a motivarmi e darmi degli obiettivi anche nel futuro a venire». Così Bruce Springsteen presenta The Promise: The Darkness of the Edge of Town Story, un box set composto da oltre sei ore di filmati e di riprese video inedite, nonché due ore di musica realizzata tra il 1976 e il 1978 in uscita per Sony Music il prossimo 16 novembre. Un cofanetto che contiene tre cd, di cui uno con la versione rimasterizzata, di quell’album che ha rivelato al mondo il trascinante talento del Boss, oltre a due Dvd, di cui uno contenente il documentario di Thom Zimny che dà il titolo al progetto, presentato al Festival del Film di Roma. «Mentre stavamo tornando in albergo dopo la proiezione io e Bruce ci siamo ricordati di quando, durante il primo tour europeo, decidemmo di escludere l’Italia – dice ridendo Jon Landau, critico musicale, manager e produttore storico degli album di Springsteen -. Qualcuno ci aveva detto che in Italia era molto difficile esibirsi e avevamo preferito escludere il vostro Paese da quella serie di concerti. In Svizzera ci siamo trovati lo stadio pieno di Italiani e, quella sera stessa, il nostro albergo era invaso da persone che avevano firmato una protesta contro la nostra decisione. Eravamo scesi per bere qualcosa al bar e ci siamo trovati letteralmente assediati da centinaia di fan che non sapevamo di avere. Quella sera io e Bruce abbiamo imparato una lezione importante: venire sempre in Italia in occasione di ogni nostro giro in Europa, perché il vostro calore ci commuove. Una promessa che abbiamo mantenuto nel 1985, quando a Milano abbiamo vissuto uno dei concerti più belli della nostra band. Da allora siamo sempre tornati in Italia». Una promessa che riguarda anche il tour del prossimo anno di cui ancora non c’è ancora nulla di ufficiale «Non abbiamo ancora un piano preciso – continua Landau – ma di una cosa siamo certi: verremo in Italia a suonare». A proposito del monumentale lavoro di recupero di immagini del disco originale, della reincisione dei ventuno brani inediti, della rimasterizzazione digitale e della ripresa in HD del concerto del Boss al Paramount Theater di Asbury Park nel New Jersey (dove è nato), Landau conclude: «Credo che questo box rappresenti un vero regalo per i fan: l’approccio all’intero lavoro e alla rilettura di quei brani da parte di Bruce cattura e rispecchia l’austerità, l’intensità e il “buio” che, a partire dal suo titolo, caratterizza quell’album». dnews-