Rubygate, critiche da Fli e dall’amico Signorini

«È meglio essere appassionati di belle ragazze che gay». Silvio Berlusconi dalla Fiera di Milano ha così evitato di fornire chiarimenti sul “Rubygate”: ha schivato le domande sia sulla telefonata in Questura per far rilasciare la minorenne marocchina, sia sulle feste di Arcore. «Quello che ho fatto è stato per bontà, poi se a volte mi capita di guardare una bella ragazza… meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay» ha detto, cercando di minimizzare. E poi ancora una battuta: «Ho un problemino, avrei da sistemare in qualcuno di questi stand una certa Ruby». Tutta la vicenda – rimbalzata sulle prime pagine anchedei media stranieri- è, secondo il premier, soltanto una «tempesta di carta» generata da «giornali che vi imbrogliano» e che ha esortato a non leggere. E qui Berlusconi ha rilanciato la sua crociata contro le intercettazioni: «Presenteremo un provvedimento di iniziativa parlamentare riguardo al fermo dei media da 3 a 30 giorni per chi le pubblica». Secondo l’idea del Cavaliere l’utilizzo di questo strumento dovrà essere limitato al terrorismo internazionale, alle organizzazioni criminali, alla pedofilia e agli omicidi. Dopo lo show il Presidente del Consiglio ha rassicurato sulla tenuta del Governo: «Abbiamo la maggioranza ». E in serata arriva l’ok del Carroccio, dopo il vertice col premier: «Si va avanti con l’azione di governo». Ma le sue battute omofobe non sono cadute nel vuoto. Il leader Pd, Pier Luigi Bersani, dopo averlo accusato di essere il responsabile della «regressione del Paese» si è rivolto a tutti i parlamentari della maggioranza affinché «diano conto del loro colpo di Stato». Dure critiche anche da Antonio Di Pietro (Idv), associazioni gay e gli alleati di Fli, in particolare da Bocchino e Dalla Vedova secondoil quale quella frase «non può essere archiviata come una battuta ». E lo stesso Alfonso Signorini, direttore di Chi e vicino al premier, ha preso le distanze: «Questa volta non sono d’accordo con lui. È una discriminazione ».