Uccide il padre per difendere la mamma

Uccide il padre per difendere la madre. La tragedia familiare si è consumata ad Acerra, in un’abitazione di via Caporale. L’aggressione mortale, a colpi di coltello da cucina, è avvenuta al culmine dell’ennesima violenta lite tra la vittima (Mauro Buonavolontà, di 42 anni) e la moglie. L’uomo è stato accoltellato dal figlio Francesco, intervenuto per difendere la donna aggredita verbalmente dall’uomo: un violento con problemi di alcol e droga. Mauro Buonavolontà era appena uscito di galera, accusato di avere accoltellato un extracomunitario, vicino di casa, alla gola per futili motivi. Era stato posto ai domiciliari, ma il pregiudicato (già denunciato per maltrattamenti in famiglia) violava la detenzione andando spesso ad ubriacarsi. Lunedì sera il parricidio. Francesco che è al piano superiore dell’abitazione, con il fratello diciassettenne, alle urla che salgono dalla cucina, dove c’è l’ultimo dei figli, di 17 mesi, scende per dividere i genitori. In un raptus di violenza, impugna un coltello e dà 4 coltellate al padre, al petto, che si accascia al suolo, morto. Poi, Francesco si allontana raggiungendo piazza Castello, dove in molti, appresa la tragedia, cercano di consolarlo e dove lo rintracciano i carabinieri. E’ l’intera cittadina, all’indomani che si schiera al fianco del parricida “giustificando” il suo grave gesto, come i suoi familiari che avevano tentato di nascondere l’assassinio: «Povero ragazzo – dicono – ora finisce in galera per aver difeso la madre da quel violento attaccabrighe. Lui è un bravo ragazzo, portava avanti la famiglia. I pochi soldi che guadagnava li portava alla madre».