The social network storia di un “leader” timido e milionario

Di chi è il merito di aver inventato Facebook? Questo l’interrogativo che percorre inquieto The social network, ultima fatica del mai deludente David Fincher (dal 12 novembre nelle nostre sale), incentrata sulle battaglie legali sorte per stabilire la vera paternità del social network che ha fruttato, ad oggi, 25 miliardi di dollari al giovane Mark Zuckenberg. È la sua storia che il ventisettenne newyorchese Jesse Eisenberg porta sullo schermo, ben guardandosi dalla tentazione di imitare («sarebbe stato stupido da parte mia, non era un film su Michael Jackson, per dire») e riuscendo a interpretare uno dei più geniali e giovani miliardari del mondo con misura e autoironia. «Spero di aver fatto un buon lavoro, di sicuro non mi aspettavo di riuscirci: per farmi prendere, mi registrai da solo e mandai subito il videotape all’agenzia casting. Il giorno dopo però chiamai la mia agente: mi ero pentito, volevo bloccare la spedizione a tutti i costi, quel nastro doveva essere distrutto. Per fortuna non è andata così e il regista ha voluto incontrarmi. Siamo stati a parlare quattro ore, lavorare con lui è stata davvero una grande lezione». Lezione tutt’altro che facile, dato che solo per la scena iniziale sono stati battuti ben novantanove ciak: «A posteriori la considero una chance rifare la scena così tante volte: quaranta le fai in modo rigoroso, cinquanta con coinvolgimento emotivo e più personali». Curioso sapere che il protagonista di The social network nella vita di tutti i giorni faccia allegramente a meno di Facebook («l’ho provato soltanto nel periodo in cui mi stavo preparando al personaggio, giusto per capire bene come funzionasse»), pur ritenendolo «una vera risorsa per chi, come Mark e come me, è timido e silenzioso, o magari ha difficoltà a relazionarsi». Eisenberg difende il “suo” alter ego con grinta («quale cattivo amico, era solo un grande leader»), ammette di provare «simpatia e ammirazione per lui, anche se so di quanta solitudine e frustrazione sia fatta la sua vita» e infine confessa: «Mio cugino è uno dei suoi dipendenti. Mark li ha portati tutti a vedere il film, affittando un pullman e un cinema e alla fine ha detto a mio cugino di riferirmi che avevo fatto un buon lavoro». Un vero talento, questo Eisenberg, che non a caso ha già recitato accanto a mostri sacri di Hollywood come Al Pacino e Bill Murray. E, stando alla superlativa performance in The social network, è molto probabile che sia lui la grande stella di domani. dnews-