Lite tra fratelli finisce a pistolettate

Sono venuti alle mani di fronte a un bar, poi si sono separati e uno di loro ha fatto fuoco verso l’altro con una pistola: per un soffio ieri mattina a Mirafiori una lite familiare in mezzo alla strada non è finita in tragedia. Subito dopo aver esploso il colpo, l’aggressore si è nuovamente avventato verso il fratello minore e lo ha colpito in testa con il calcio dell’arma. A far esplodere il diverbio tra i fratelli Arciuli – Onofrio, 53 anni, e Antonio, 48 – ieri a mezzogiorno in corso Benedetto Croce, è stata una questione di eredità. A estrarre l’arma è stato il fratello più anziano. Onofrio, pluripregiudicato, non è nuovo a comportamenti del genere: nel gennaio 1990 aveva già sparato dei colpi, due, con un fucile. E anche in quel caso aveva dimostrato una pessima mira: aveva centrato il padre Vincenzo, che all’epoca aveva 55 anni, ferendolo gravemente, ma in realtà voleva colpire un altro fratello, Silvio, di un anno più giovane di lui. Questa volta aveva modificato una pistola giocattolo in modo che potesse sparare davvero, come poi ha effettivamente fatto. E i carabinieri, che lo hanno individuato poco dopo l’accaduto, lo hanno arrestato per tentato omicidio. Sicuramente la sua pericolosità sociale ha inciso molto nella decisione di ricondurlo in carcere. «Ho sentito discutere animatamente fuori dal locale – ha raccontato la barista – e mi sono barricata dentro abbassando la saracinesca. Dopo avere sentito lo sparo, ho portato nel retro del locale insieme a me l’unica cliente che era al bancone, una signora anziana. Quei due li conosciamo, frequentano questa zona». Intanto Antonio Arciuli è stato trasportato alle Molinette, dove gli sono state riscontrate ferite al capo guaribili in 15 giorni. leggo-