Guerra al fumo, dai giardini agli stadi

Uno psicologo in farmacia per aiutare i fumatori a smettere. E il sogno di vietare le sigarette nei parchi pubblici e negli stadi. È la battaglia dell’assessore alla Salute Giampaolo Landi Di Chiavenna, che pensa anche a realizzare, col coinvolgimento della cittadinanza, un parco con piante esclusivamente anallergiche. L’assessore ne ha parlato presentando il progetto dei Centri antifumo in cinque farmacie comunali (piazza Prealpi 3, viale Abruzzi 4, via Forze Armate 44, piazza Zavattari 4 e via Chiarelli 10) in collaborazione con l’Int (Istituto nazionale tumori). Nella città capitale dei minorenni fumatori («una media di 20 su 100, quasi il doppio di quella nazionale», spiega l’assessore) la sperimentazione durerà 6 mesi e prevede uno psicologo specializzato del Centro antifumo dell’Istituto tumori a fianco di 10 farmacisti già formati. «Grazie all’accordo – precisa Roberto Boffi, direttore del Centro antifumo dell’Int – saremo più presenti sul territorio». Cosa accade nelle farmacie antifumo? Dopo un’analisi del respiro e un questionario da compilare, arriverà il supporto farmacologico e piscologico. Ma all’assessore alla Salute sta a cuore anche il progetto del divieto di fumo nei parchi e negli stadi: «Secondo una ricerca nazionale condotta dall’Istituto Mario Negri tra il 2009 e il 2010 su un campione di 6234 adulti – ha spiegato – il 64,6% di cittadini si è detto favorevole a restrizioni antifumo nei giardini il 68,5% negli stadi di calcio». Landi ha preannunciato che chiederà all’assessore allo Sport Alan Christian Rizzi di valutare l’idea dello stop al fumo a San Siro, mentre a livello nazionale si batterà per introdurre fra le norme del federalismo la possibilità di imporre tasse comunali di scopo, «per ricavare un euro da ogni pacchetto di sigarette, da utilizzare per finanziare il welfare e la qualità della vita». Del progetto del parco con piante anallergiche Landi ne parlerà ai colleghi della giunta. leggo-