Chiesa e sindaci sfidano Halloween. Ma la festa delle zucche vale 300 milioni

Halloween della discordia. Ancora una volta la festa delle zucche spacca l’Italia. Non c’è solo la Chiesa, a organizzare contro-manifestazioni come l’itinerario genovese del cardinal Bagnasco o Holyween, la notte dei santi organizzata dai papaboys. Anche il sindaco veneto di Calalzo di Cadore, Luca De Carlo, prova a boicottare «le mascherate» proponendo ai suoi cittadini un’alternativa gastronomica, CicchetTiAmo, una maratona tra bar e ristoranti a base di polenta e baccalà che si richiama a un’usanza celtica. Ma i fedelissimi di Halloween resistono, anzi, aumentano. In Italia – stima il Codacons – sono circa 10 milioni le persone che domenica parteciperanno ai rituali della notte delle streghe, per un giro d’affari di quasi 300 milioni di euro. E le occasioni per festeggiare non mancano, in concomitanza con il ponte del 1° novembre. Menù “da brivido” per le cene con delitto previste in quasi tutta Italia, con commensali trasformati in investigatori. Borgo a Mozzano (Lucca) approfitta della sua fama ricca di leggende per ospitare l’Halloween Celebration, un weekend di eventi, tra giochi di ruolo nella terra dei vampiri e spettacoli pirotecnici accanto al Ponte del Diavolo, secondo leggenda infestato dagli spiriti. Rivolto ai più piccoli è invece l’appuntamento a Triora (Imperia), il paese delle streghe, che propone il suo Bimbo Halloween, con animazione, trucchi e danze. A Roma, però, aumentano pattugliamenti di cimiteri e casolari abbandonati, contro i fan del macabro che, per Halloween e il 2 novembre, intendono avventurarsi in party a base di alcol e droghe, per calarsi in atmosfere esoteriche quanto pericolose.  leggo-