Avetrana, il mistero degli sms inviati da Sabrina e tracce di sangue sulla sdraio dello zio

Il sopralluogo compiuto nell’abitazione della famiglia Misseri ha fatto tramontare l’ipotesi che Sara Scazzi sia stata uccisa in casa e non nel garage. La porta interna di accesso dalla villetta al garage era infatti ostruita da una serie di oggetti pesanti e impolverati, lì da mesi. Il medico legale, da parte sua, sta intanto redigendo la perizia sulla base dei risultati dell’autopsia e degli esami istologici di laboratorio. Il carteggio sarà consegnatoa metà novembre ai pm. Anche gli investigatori del Ris sono al lavoro. Tra le tracce trovate c’è anche un’impronta – forse di sangue – rinvenuta sulla sdraio di Michele Misseri, quella sulla quale l’uomo dormiva sempre. Il pezzo del bracciolo verrà sottoposto ad analisi. Questa traccia si somma alla traccia biologica trovata sul vetro posteriore della Seat Marbella usata da Michele Misseri per trasportare il cadavere della nipote. Come pure sono sotto la lente dei tecnici tre pezzi di corda – e non unico come è stato detto – e si spera che almeno uno di questi possa rivelarsi come quella usata per strangolare Sara. Anche perché l’arma del delitto non è stata ancora trovata. Infine c’è il mistero degli sms. Perchè Sabrina Misseri alle 15.15 del 26 agosto invia un sms all’amico Ivano Russo chiedendogli se sappia dove sia finita la cugina Sara, che nel frattempo – si scoprirà dopo – è già morta? Un sms che lascia stupito lo stesso Ivano. E perchè nel telefonino che Ivano consegna ai carabinieri manca una dozzina di messaggi che il giovane e Sabrina si sono scambiati il 23 agosto, tre giorni prima della scomparsa di Sara?