Due turni a Krasic, la Juve insorge

Bye bye Milos. In merito all’ormai famosa simulazione durante Bologna-Juventus di domenica scorsa, con “tuffo” di Krasic e conseguente calcio di rigore (poi fallito da Iaquinta), il giudice sportivo ha preso la sua decisione, fermando il bianconero per due giornate. La motivazione non lascia spazio a interpretazioni: “nell’esclusione di ogni ragionevole dubbio, i due calciatori non vennero in alcun modo a contatto e che l’arbitro fu indotto in errore da un abile tuffo in avanti effettuato dal calciatore bianconero”. Una mazzata per Krasic che dovrà quindi saltare i prossimi impegni con Milan e Cesena. A nulla, quindi, sono valse le parole spese da Delneri nel post partita («è stato tartassato, è un bravo ragazzo, non è il tipo da fare certe cose»). Una sentenza che non è piaciuta per niente alla dirigenza bianconera tanto che la Juventus ha immediatamente deciso di fare ricorso, evidenziando come Krasic si sia fatto trascinare solo ed unicamente dall’istinto. Duro anche il commento del dg bianconero Beppe Marotta: «La decisione del giudice è fortemente iniqua». Il carico da undici, però, ce lo mette il presidente Andrea Agnelli: «Abbiamo allertato i nostri legali perché sin dal pomeriggio di domenica abbiamo assistito a una violenza mediatica. Alcuni giornalisti hanno addirittura espresso giudizi in base all’etnia (si riferisce alla frase «Pensavo che fosse serio, invece è solo serbo» detta dal giornalista Maurizio Pistocchi, ndr). Krasic è un campione e va tutelato, perché riceve 4-5 calcioni a partita e poi ha scelto la nostra Serie A preferendola alla Premier League». Ma se Krasic lamenta un danno, per il povero Portanova si può certamente parlare di beffa. La squalifica del serbo, infatti, non ha cancellato l’ammonizione comminata da De Marco al difensore bolognese dopo aver concesso l’inesistente rigore. Per Portanova, giunto al terzo cartellino giallo, è così scattata la diffida.