«Casa di Montecarlo, non c’è truffa»

La procura di Roma chiede l’archiviazione. Giustizia, prove d’intesa Pdl-Fli. «Casa di Montecarlo, non c’è truffa». Nessuna truffa o frode. La vendita dell’appartamento monegasco di Boulevard Princesse Charlotte alla società offshore Printemps, il caso politico-giudiziario dell’estate che ha messo Gianfranco Fini sulla graticola, per la procura di Roma si è svolta in modo regolare e può essere archiviata per «l’insussistenza di azioni fraudolente» nella vendita dei 60 metri quadrati nel principato di Monaco lasciati in eredità ad An. Intanto la tensione tra Fli e Pdl corre sul filo. Non ci sarà una crisi sulla giustizia, dice il ministro Alfano che in questi giorni è impegnato ad evitare che il fragile dialogo tra Fli e Pdl non venga interrotto. Potranno essere presentate altre correzioni alla riforma e questo rende più facile un avvicinamento fra le parti. I finiani potranno presentare così un emendamento che escluda la reiterabilità del Lodo Alfano. Berlusconi ha opinioni controverse sullo scudo. Se qualche giorno fa diceva di non averne bisogno, ieri lo ha chiamato «provvedimento opportuno e anzi, vista la magistratura con cui abbiamo a che fare, assolutamente indispensabile». Il premier torna anche a chiedere una commissione d’inchiesta sui «comportamenti di magistrati politicizzati». Ma Fli esclude subito la sua disponibilità. In attesa di capire quale sarà il futuro del Lodo, rimane fissata la data del 14 dicembre, quando la Corte Costituzionale deciderà sul legittimo impedimento. E’ allora che Berlusconi potrebbe aprire la crisi.