Terzigno, notte tranquilla al presidio

Terzigno, notte tranquilla al presidio. Prima notte tranquilla alla rotonda di via Panoramica, a Terzigno (NA) dopo gli scontri e le proteste dei giorni scorsi contro l’ipotesi di apertura di una seconda discarica e i disagi causati dal primo sversatoio, già operativo, nella ex Cava Sari. Tredici camion di terreno vegetale per la copertura della discarica, al fine di porre rimedio ai miasmi che provengono dall’invaso, hanno potuto scaricare regolarmente. Tecnici di fiducia dei sindaci collaboreranno al monitoraggio ambientale della cava.

«Se va avanti così interveniamo in modo duro». L’avvertimento è arrivato ieri dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni ed è indirizzato ai «gruppi di violenti » che, infiltrati tra la gente comune che protesta contro la discarica diTerzigno, hannomesso sotto assedio le forze dell’ordine. «Io credo che nulla abbiano a che fare con la protesta se non per strumentalizzare, farci scappare il morto – ha spiegato il Ministro leghista – noi non lo consentiremo». Infatti la Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha aperto un fascicolo su probabili infiltrazioni della camorra tra i responsabili degli scontri. Maroni ha alzato i toni dopo che due pattuglie della polizia sono state aggredite nel centro di Boscoreale da alcuni sconosciuti la notte scorsa. Un agente è rimasto ferito ad un occhio. Tre persone sono state fermate con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e violenza «Attaccarli di notte a sprangate e a sassate – ha accusato il ministro -mi sembra non sia degno di un confronto duro ma responsabile. Invito tutti a deporre le armi, altrimenti credo che sarà necessario intervenire in modo più duro di quanto non si sia fatto finora». A dargli man forte il ministro della Difesa la Russa: «Se il governo ritenesse di chiedere a me e alle Forze armate un intervento in numero superiore noi siamo pronti» ha detto. Tuttavia secondo Maroni i cittadini che scendono in piazza «non sono camorristi come qualcuno ha detto ma c’è la rivolta di un paese che non vuole la discarica e poi ci sono dei gruppi di violenti». E proprio i cittadini comuni hanno continuato ieri a manifestare il proprio dissenso con un presidio a oltranza, fino alla rinuncia per decreto, da parte del governo, alla discarica di Cava Vitiello. Condizione irrinunciabile per l’ok dei rivoltosi ad un accordo è revocare con un decreto la legge 123 che stabilisce l’apertura della seconda discarica nel paese campano, dopo quella di Cava Sari. Un impegno formale che il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, per il momento, non è in grado di poter garantire. Ma il governo insiste sulla linea della fermezza. «Non arretriamo di un passo. Andremo avanti con l’accordo, rispettando i punti del documento siglato in maniera unilaterale » ha detto Bertolaso. E, rivolgendosi ai sindaci: «Il documento è sempre qui, potete sottoscriverlo in qualsiasi momento». dnews-