Colera Haiti: si teme epidemia nazionale

Haiti: colera, si teme epidemia nazionale. L’epidemia di colera ad Haiti sembra segnare il passo con un calo del numero di nuovi decessi, ma l’Onu teme una crisi su scala nazionale che colpirebbe decine di migliaia di persone. Il numero dei morti ha raggiunto le 259 unità, i ricoveri sono 3.342. Il colera,sradicato ad Haiti più di 100 anni fa, è riapparso da qualche giorno nel nord del paese a causa della cattiva qualità dell’acqua potabile. Il timore è di vederlo svilupparsi a Port-au-Prince, dove si ammassano nei campi profughi centinaia di migliaia di persone.

Ad Haiti non c’è pace. Il colera ha raggiunto Port-au-Prince, la capitale devastata dal terremoto dello scorso gennaio che provocò circa 300 mila morti. Almeno cinque persone risultano contagiate e si teme il propagarsi dell’epidemia che fino a sabato ha già provocato almeno250 vittime in tutto il Paese. Una portavoce umanitaria dell’Onu, Imogen Wall, ha detto che i primi casi confermati nella capitale riguardano persone che hanno contratto il morbo nel dipartimento di Artibonite, una delle zone più colpite. «La diagnosi è stata fatta rapidamente e i malati sono stati isolati- ha rassicurato la Wall- Questo non è un nuovo focolaio di infezione». Ma le misure di prevenzione e di controllo sono aumentate a Port-au-Prince, dove i sopravvissuti al terremoto non sono mai usciti dall’emergenza e dal degrado: centinaia di migliaia vivono in squallide baraccopoli e oltre un milione di loro sono ammassati in tendopoli di fortuna. Autorità e organizzazioni 3.000 contagi Questione di acqua internazionali adotteranno misure urgenti per bloccare il diffondersi del colera, la seconda grave emergenza che ha colpito l’isola nel 2010 dopo il sisma del 12 gennaio che già aveva messo a dura prova la resistenza di una popolazione particolarmente vulnerabile a malattie. La situazione è stata definita «pessima» dalla portavoce dell’Onu: nelle zone più colpite, Arbonite e il Plateau central sono stati diagnosticati oltre 3.000 casi. La responsabile per la sanità pubblica della regione ha affermato che gli ospedali locali non sono più in grado di far fronte all’emergenza. La sezione spagnola di Medecins sans Frontieres ha annunciato che a Saint Marc allestirà un ospedale da campo. Jocelyne Pierre Louis, un alto funzionario del ministero della sanità, ha assicurato tuttavia che la situazione è sotto controllo e ha esortato la popolazione a non lasciarsi prendere dal panico.