L’esecutivo gela le Regioni impugnate le leggi anti nucleare

Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei loro territori. La decisione è stata presa su proposta del ministro delo Sviluppo economico Claudio Scajola, d’intesa con il ministro degli Affari regionali Fitto. «L’impugnativa delle tre leggi è necessaria per questioni di diritto e di merito», ha spiegato Scajola. Per il ministro le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Statoe non riconoscono l’esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell’ambiente, della sicurezza. Immediata la reazione del governatore della Puglia Nichi Vendola. «La Puglia sarà la regione più disobbediente d’Italia e continuerà a dire no al nucleare, opzione antistorica, antieconomica, completamente irrazionale». Il provvedimento ha suscitato nel governatore «enorme rammarico » ma «non stupore». Il leader di Idv Antonio Di Pietro ha deciso di far partire da oggi una raccolta di firme contro il nucleare. «L’Idv mostrerà il pugno duro e invita i cittadini – ha detto Di Pietro – a dire no al nucleare pensando al futuro dei figli». La regione Lazio non aveva ancora formalizzato una decisione sul nucleare. Ma «dopo l’inquietante atto di forza del governo occorre ribadire con rinnovata forza la nostra contrarietà al nucleare», ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici del Lazio.