A Terzigno vince il fronte del “no” Ma Bertolaso: avanti lo stesso

I sindaci del Vesuviano non hanno firmato il documento sulle discariche di Terzigno stilato sabato. I primi cittadini di Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno e Trecase hanno chiesto al capo della protezione civile Guido Bertolaso «più garanzie». Ma il sottosegretario non si è scomposto: «Vado avanti lo stesso». Il documento formulato da lui insieme al governatore campano Caldoro e al presidente della Provincia di Napoli Cesaro prevede la sospensione «a tempo indeterminato» dell’apertura di cava Vitiello, la seconda discarica nel Parco, e di interrompere per 3 giorni lo sversamento di rifiuti nella cava Sari per accertamenti ambientali e sanitari. Punti che sono stati ritenuti insufficienti dagli abitanti del Vesuviano, che invece premono per la «cancellazione» di Vitiello. Intanto sabato notte sono state fatte esplodere a Boscoreale tre molotov. Mentre gli agentisono statebersaglio diun fitto lancio di petardi: 6 poliziotti sono rimasti feriti. Un uomo e una donna sono stati arrestati con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale: saranno giudicati oggi con rito direttissimo. Ieri la giornata è stata più tranquilla. Dopo il corteo dei cittadini in mattinata, un carro funebre con a bordo alcuni bambini dei paesi del Vesuviano è arrivato davanti alla discarica Sari, il primo sito di Terzigno. Hanno deposto una corona di fiori con su scritto “I cittadini del Parco nazionale del Vesuvio”. Da ieri il fronte della protesta si è allargato anche a Napoli, ormai inondata dai rifiuti: alcuni manifestazione hanno rallentato l’accesso dei camion alla discarica di Chiaiano. Ma Bertolaso ha assicurato: la città tornerà pulita in 3 giorni. E proprio ieri, duranti i turni straordinari imposti d al l’emergenza rifiuti, un operaio è morto all’impianto Stir di Giugliano. Silvano Di Bonito,49 anni, di Portici (Napoli), capoturno, dipendente dell’Asia da gennaio, è stato travolto da una pala meccanica all’interno di un capannone. dnews-