Bertolaso: «Cava Vitiello non apre. Per ora»

Dopo l’ennesima notte di guerriglia urbana ed un corteo mattutino con le mamme vesuviane schierate in prima fila, arriva un primo risultato per la popolazione di Terzigno e dei paesi limitrofi: «Per ora l’apertura di Cava Vitiello è rimandata alle calende greche, per ora lì non si fa nulla». Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha detto che «sarà creato un tavolo istituzionale e l’obiettivo è di non farne nulla anche se – ha aggiunto – non possiamo cancellare cava Vitiello dalla legge». Il Governo non arretrerà di un millimetro dalla sua scelta, congela semplicemente quella scelta. I comitati di protesta però non si fidano e chiedono di cancellare il Vesuvio dalla destinazione dei rifiuti. In ogni caso e per l’ennesima volta la vicenda dell’emergenza rifiuti ha fatto il giro del mondo. Terzigno è teatro della protesta ma anche degli scontri, dopo il ritrovamento di ordigni artigianali e del lancio di molotov si indaga sui responsabili. Anche ieri è stato trovato materiale esplosivo: evidentemente qualcuno pensava di usarlo nei prossimi giorni. Invece gli abitanti giurano che la loro è una protesta pacifista. In particolare Luisa, una delle pasionarie rivendica il diritto a protestare «per tutelare i diritto alla salute dei propri figli». E il lungo corteo che si è snodato lungo le strade di Boscoreale è finito davanti al cancello della Cava Sari dove il sindaco Langella e alcuni bambini hanno deposto una corona di fiori «per ricordare che così muore il Parco del Vesuvio». leggo-