Boom di adulteri, Facebook ed e-mail aiutano l’infedeltà

Facebook ed e-mail aiutano l’infedeltà: boom di adulteri. Aumentano in Italia le infedeltà coniugali “tecnologicamente assisitite”. I pronipoti dei danteschi Paolo e Francesca, infatti, secondo l’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, trovano nuovi alleati nei sistemi di instant messaging, Facebook e derivati. Basti pensare che il sito www.gleeden.com, specializzato negli incontri extraconiugali, conta novantamila iscritti italiani. Fuori dalla realtà virtuale, il posto di lavoro mantiene il suo primato di giardino delle tentazioni, dove ha luogo il 60% dei tradimenti, soprattutto in pausa pranzo. Nel 70% dei casi si tratta di semplici scappatelle. I traditori seriali sarebbero perlopiù uomini (il 55% ha tradito almeno una volta, contro il 45% delle donne) cinquantenni che, colpiti da sindrome di Peter Pan trovano nel monitor del pc il filtro ideale per il loro animo poetico. Anche l’età media delle donne infedeli si è alzata, mentre diminuisce l’età dei loro giovani amanti. Ma sono proprio le tecnologie a ritorcersi contro i fedifraghi: i tradimenti vengono spesso alla luce sbirciando sul cellulare del partner (50%) oppure, sebbene in modo illegale, accedendo segretamente alla sua mail (20%) o con congegni (telecamere nascoste, cimici) che registrano le sue telefonate e lo spiano (20%). Intanto Katoshi Kanazawa, psicologo dell’evoluzione, getta fango sugli infedeli: secondo le sue teorie, questi sarebbero meno intelligenti della media e più inaffidabili sul lavoro perché distratti dai loro flirt.