Squillo di lusso per clienti vip, chiusi 2 night

Sequestrati dai carabinieri il Pussycat e il Dolce vita. Arrestate quattro persone. Squillo di lusso per clienti vip, chiusi 2 night. Un giro di escort di lusso arruolate sulla carta come figuranti di sala al Pussycat (in via Gonzaga) e al Dolce Vita (via Turati) sono costate il carcere per sfruttamento della prostituzione ai gestori dei due nightclub, Maurizio Saccani e Lello Salemi, e i domiciliari per i loro faccendieri che offrivano ai clienti la possibilità di ritirare le ragazze per 600 euro. Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari Roberta Nunnari con un’ordinanza in cui spiega il tentativo degli indagati di aggirare la legge Merlin, utilizzando «la banale cautela di dissimulare la provvigione, percepita su ogni rapporto sessuale mercenario intrattenuto dalla singola entreneuse, come risarcimento del mancato guadagno per l’assenza della ragazza dal locale» durante la prestazione. In tasca alla ragazza, che se indisponibile a vendersi e a farsi testare prima da Saccani era licenziata nel giro di una telefonata, finiva una percentuale su ogni tappo di champagne stappato dai clienti. L’inchiesta del pubblico ministero Antonio Sangermano ha evidenziato inoltre come il mercato del sesso sia disinibito anche in tema di preferenze razziali. I facoltosi clienti, molti vip, tanti imprenditori e turisti stranieri, si sono dimostrati disponibili a pagare i prezzi più alti per le escort dell’Est Europa e compravano al ribasso le africane. Per il vicesindaco Riccardo De Corato le recenti inchieste dimostrano la necessità di «aggiornare la legge Merlin che ha mezzo secolo di vita. Occorre rendere l’esercizio in luogo pubblico un reato penale, come tra l’altro prevede il disegno di legge Carfagna». leggo-