Giustizia, i finiani dicono tre no

Paletti su Guardasigilli, nuovo Csm e polizia giudiziaria. Il premier attacca l’Ue. Agcom diffida Minzolini. Giustizia, i finiani dicono tre no. I finiani dettano le loro condizioni per la riforma della giustizia. Ai futuristi la bozza circolata in questi giorni piace solo a metà. Lo ha spiegato Giulia Bongiorno: «E’ condivisibile la separazione delle carriere e del Csm». Le perplessità futuriste riguardano invece «i poteri conferiti al ministro della Giustizia, la collocazione della polizia giudiziaria non più alle dirette dipendenze della magistratura, le funzioni e la composizione a maggioranza laica del Csm». Il ministro Alfano si accontenta. «Mi pare che la strada principale sia spianata». Il lodo Alfano continua il suo iter. La commissione Affari costituzionali ha stabilito che sarà reiterabile, cioè varrà di nuovo se il premier viene rieletto o diventa presidente della Repubblica. Ma oltre alla giustizia rimane la Rai al centro delle polemiche. Il premier querela Report per il servizio su Antigua. «E’ un suo diritto – commenta Milena Gabanelli – ma se io volessi citare lui non potrei farlo». Le ire del premier cadono anche sull’Ue definita, in un’intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung, «un azzeccagarbugli che sembra creare solo impedimenti». Intanto l’Autorità garante delle comunicazioni diffida il Tg1 e richiama Tg4 e Studio aperto per il «forte squilibrio a favore del governo e della maggioranza». E ad Annozero Saviano attacca: «Non pagare gli ospiti in Rai è censura». leggo-