Allarme Gas, rischio inverno al freddo

È bastato qualche grado in meno di temperatura per far partire il solito allarme gas. L’Italia rischia anche quest’inverno di restare a secco. O meglio, al gelo. Questa volta, però, stando all’avvertimento lanciato dall’authority per l’energia la situazione sembra addirittura peggiore. Lo scenario che si prospetta è quello, infatti, di un balzo indietro nel tempo. Da un punt odi vista della fornitura di gas naturale il nostro Paese si troverebbe nella stessa situazione di cinque anni fa. Com’è possibile? Alla tradizionale insufficienza di cui soffre l’Italia, ha spiegato ieri il presidente dell’autorità, Alessandro Ortis, davanti ai senatori della commissione Industria di Palazzo Madama, si aggiunge quest’anno anche l’interruzione del gasdotto Transitgas, bloccato dal 23 luglio e ancora lungi dall’essere ripristinato. Di qui il timore per i picchi di freddo che potrebbero verificarsi nella seconda parte della stagione invernale. L’Italia, ha detto Ortis, si trova «per l’ennesima volta, di fronte ad una situazione di problematicità a causa della scarsità di infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas naturale». Una scarsità che permette all’interruzione del gasdotto che attraverso la Svizzera porta nel nostro Paese il gas del Nord Europa, di determinare «effetti significativi» sull’intero sistema italiano riportandolo indietro di 5 anni, a prima cioè che fosse costruito il rigassificatore di Rovigo e che fossero potenziati i gasdotti di importazione. Per essere chiari, «nell’eventualità, non improbabile, che il Transitgas rimanga fuori servizio anche nella seconda parte dell’inverno, la disponibilità di punta (stoccaggio a fine periodo di erogazione, importazioni, produzione e rigassificazione) sarebbe appena sufficiente a far fronte al picco potenziale del prelievo giornaliero in caso di freddo eccezionale». Il che significa che basta una stufetta in più per fare andare in tilt il Paese. libero-