Torna la paura, Borse in picchiata

Madrid scivola e se le tira giù tutte. Con l’Europa che brucia in un colpo solo 128 miliardi. La borsa spagnola ha archiviato la giornata con un tonfo del 5,94% toccando i minimi degli ultimi 7 mesi e trascinando anche gli altri listini. Il bollettino di un giovedì nero recita mesto: Londra -1,88%, Parigi -2,10%, Francoforte -1,86%, Madrid -5,05%, Lisbona -5,3%, Amsterdam -2,51%, Stoccolma -1,90%, Zurigo -1,90%. Non si salva neanche Piazza Affari, che lascia sul terreno il 3,45%. Dopo Dubai e la Grecia, ora sono Spagna e Portogallo a preoccupare i mercati. Non solo quelli azionari, ma anche su quello dei cambi, dove l’euro è scivolato sotto la soglia di 1,38 dollari, toccando i minimi sul biglietto verde da circa 8 mesi a questa parte. Soltanto mercoledì, la Deutsche Bank aveva lanciato al mondo l’allerta sulla situazione debitoria di molti Stati europei, sottolineando il problema della Spagna, cresciuta negli ultimi anni sulla bolla immobiliare e dove la disoccupazione sfiora il 20%. Segno meno a Milano anche per Fiat, che fa registrare un -4,54% a 8,62 euro. Un picco verticale che arriva nella giornata di massima tensione (finora) tra governo e Lingotto sul tema degli incentivi. Darebbero una bella spinta agli ordini, ma «rinnovare i bonus non farebbe altro che rimandare il problema alla prossima scadenza. Serve una forte e seria politica industriale che miri ad un rafforzamento competitivo dell’industria dell’auto». L’amministratore delegato Sergio Marchionne spiega così quello che la Fiat si aspetta dal governo. Ma per il premier Silvio Berlusconi «è ancora un capitolo aperto, un provvedimento all’esame», anche se «la Fiat, non sembra sia interessata».