Si riaccende il nucleare, rimessi in moto due reattori all’Enea

Partono le prime prove di nucleare in Italia e scoppia subito la polemica. Finché a protestare sono i Verdi, come è successo ieri davanti al centro di ricerche Enea di Casaccia (vicino a Roma) dove sono stati rimessi in moto due reattori, nessuna sorpresa. Da sempre al fianco delle associazioni ambientaliste, i Verdi si battono perché l’Italia sia un paese denuclearizzato. Ma se a protestare sono il governatore della Lombardia Roberto Formigoni e il sindaco di Milano Letizia Moratti, le cose cambiano. Vuol dire che le centrali fanno paura. Anche a chi condivide la linea del governo, che ha messo nel programma la riapertura delle centrali nucleari entro la fine della legislatura. Da ieri a Casaccia sono ripartiti i due reattori sperimentali Triga e Tapiro. In giornata hanno raggiunto il massimo della temperatura per la quale sono stati progettati. La ripresa del nucleare in Italia «è una grande occasione per il paese», ha commentato il commissario dell’Enea, Giovanni Lelli. Fuori dalla Casaccia una quindicina di Verdi hanno protestato. “Sì al solare, no al nucleare” e “Berlusconi radioattivo” sono alcune delle scritte che ieri comparivano sui cartelli. «È incredibile che il nucleare si faccia all’E n ea , l’ente chedoveva condurrela ricerca sulle energie alternative. Si riattivano vecchi reattori,ma l’Enea non dice che 63 chili di plutonio e 6.300 chili di scorie radioattive si trovano nei capannoni della Casaccia senza alcuna precauzione», ha sottolineato il segretario dei Verdi, Angelo Bonelli, presente alla protesta.